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Esperti confermano le tendenze sul cambiamento climatico in atto

La Co2 è la principale responsabile
domenica 29 settembre 2013

3' di lettura

Roma, 27 set. (Adnkronos) - Oggi a Stoccolma viene reso pubblico il rapporto dell'Intergovernmental Panel for Climate Change (Ipcc) sul riscaldamento globale, frutto del lavoro di centinaia di scienziati, e a cui hanno collaborato governi di oltre 100 Paesi. Il rapporto, intitolato 'Climate Change 2013: The Physical Science Basis', si concentra sui cambiamenti di temperatura, sull'aumento del livello dei mari e lo scioglimento dei ghiacciai e le conseguenze dell'antropizzazione. Gli scienziati ed i rappresentanti dei governi hanno elaborato a porte chiuse a Stoccolma una versione sintetica di 30 pagine del rapporto, e questo documento è il primo dei tre preparati dal gruppo di lavoro intergovernativo che si occupa dei cambiamenti climatici (IPCC). Gli altri due documenti riguarderanno gli effetti e le misure nevessarie per un'inversione di tendenza. Le tre relazioni verranno utilizzate nei negoziati internazionali sul clima dell'ottobre 2014. "Il nuovo rapporto sul clima presentato oggi a Stoccolma dall'Ipcc, conferma le tendenze sui cambiamenti climatici in atto", spiega Maria Cristina Facchini, uno dei lead author del volume a cui ha contribuito con Sandro Fuzzi e Susanna Corti dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna. Al Working Group 1 ('Le basi scientifiche del cambiamento climatico') del V Assessment Report (AR5) hanno contribuito nel complesso oltre 200 autori principali, 600 autori contributori e 50 curatori, oltre a 1.500 revisori di tutto il mondo, il solo WG1 di circa 2.200 pagine. "In particolare, prosegue la Facchini, l'aumento della temperatura dell'atmosfera e degli oceani, l'incremento del livello del mare e la diminuzione dell'estensione e del volume del ghiaccio terrestre riscontrati sin dal 1950. Molti di questi fenomeni non hanno precedenti su una scala temporale che va dalle decine di anni ai millenni. Per quanto riguarda le temperature atmosferiche, ciascuno degli ultimi tre decenni è stato più caldo dei precedenti e il primo decennio del 21° secolo è stato il più caldo dal 1850. Dall'inizio del 20° secolo la temperatura media del pianeta è cresciuta di 0.89 °C, mentre il livello del mare è cresciuto in media di 19 cm. Inoltre, i ghiacciai dell'intero pianeta stanno perdendo massa e la copertura di ghiaccio dell'Artide sta diminuendo". Elemento chiave del rapporto è l'anidride carbonica (CO2), principale responsabile del cambiamento in atto tra i gas serra. "La concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera è cresciuta di più del 20% rispetto al 1958 e di circa il 40% dal 1750", precisa Sandro Fuzzi, review editor del volume. "E' probabile al 95-100% che le attività antropiche, uso dei combustibili fossili e deforestazione, abbiano causato più della metà dell'aumento di temperatura osservato, che a sua volta ha causato il riscaldamento degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci, l'acidificazione degli oceani, l'innalzamento dei mari e l'intensificarsi di alcuni fenomeni estremi nella seconda metà del 20° secolo". Le proiezioni per il futuro, basate su modelli matematici, indicano secondo l'Ippc un'ulteriore crescita della temperatura. "Le emissioni di gas serra stanno causando cambiamenti climatici in tutte le aree del pianeta, anche se non in misura uniforme, molti dei quali persisteranno per secoli. Per arginare questo circolo vizioso occorrono urgenti e importanti riduzioni delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra", conclude Fuzzi. Christiana Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha detto giovedì scorso a New York che la relazione avrebbe suonato come un campanello d'allarme per il mondo mostrando che gli indicatori del cambiamento climatico sono stati sottovalutati ed è necessario un intervento urgente. "Il rapporto, ha detto la Figuere, dimostrerà che abbiamo una sfida che è più grande e più urgente di quanto avessimo pensato prima". Tuttavia la Figueres ha aggiunto di essere ottimista sul fatto che il rapporto individua gli interventi necessari per riuscire ad arrestare il cambiamento climatico.

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