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'Terre rare' nei cellulari, 150 milioni il potenziale valore di mercato

domenica 24 novembre 2013

3' di lettura

Roma, 20 nov. - (Adnkronos) - Se in Italia venissero raccolti tutti i cellulari venduti nel 2011, pari a 35 milioni, si avrebbe un valore di mercato di oltre 150 milioni di euro relativo al recupero delle cosiddette 'terre rare', sempre più strategiche per tutta una serie di settori tecnologici e beni di consumo, dalla produzione dei cellulari ai pc, dalle pale eoliche alla chimica. Invece ad oggi ne vengono raccolti solo 500.000 pezzi, per un valore di mercato pari a 2 milioni di euro. Senza contare che nella batteria di una automobile ibrida ci sono circa 10 kg di lantanio; il magnete di una grande turbina eolica può contenere 260 kg o più di neodimio; la marmitta catalitica di un'auto contiene cerio e lantanio. Ci sono quindi vere e proprie miniere urbane, composte da un milione di Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i Raee) annui, che non vengono adeguatamente sfruttate perché in parte sfuggono ad un corretto recupero e trattatamento che consentirebbe a questi rifiuti di trasformarsi in preziosa materia prima. Materia prima tanto più preziosa se si considera da una parte una richiesta globale in continua crescita, dall'altra il fatto che il 95% delle terre rare è concentrato in Cina che però non favorisce le esportazioni verso l'Unione Europea, per far lievitare i prezzi e incrementare la vendita dei prodotti finiti. E' quanto emerso nell'ambito del workshop europeo "Materie prime critiche e terre rare: nuove risorse da valorizzare nei processi industriali organizzato oggi da Federchimica a Milano. Attualmente, in Italia, fa sapere Federchimica, si consumano direttamente 800 tonnellate di terre rare l'anno, ma se consideriamo tutti i prodotti acquistati finiti, dalle automobili ai computer, a questo numero bisogna aggiungere altre 8mila tonnellate per un totale di 8.800 tonnellate l'anno. Un consumo interno sul quale il corretto trattamento dei Raee potrebbe incidere ma per fare questo serve "una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, un sistema normativo più aperto, disciplina del mercato, punti di raccolta gestiti in maniera razionale e semplificazione dell'eccesso normativo", fa sapere Federchimica. E' la Cina a possedere il 95% dei giacimenti di terre rare a livello mondiale. La Repubblica Popolare cinese però ha ridotto le esportazioni di Terre Rare, anche verso l'Unione Europea, sia per favorire i settori manifatturieri cinesi sia per mantenere alti i livelli di prezzi delle Terre Rare. A maggio 2012, il ministero del Commercio cinese ha annunciato quote supplementari per l'esportazione di Terre Rare per oltre diecimila tonnellate e un finanziamento da 4,2 milioni di dollari per sovvenzionare l'acquisto per un anno di elettrodomestici contenenti questi materiali. L'aumento della domanda e le annunciate restrizioni all'export da parte della Cina hanno da un lato riattivato alcuni investimenti in miniere marginali in Usa e in Australia e dall'altro fatto riprendere le esplorazioni in nuove miniere (come ad esempio in Tanzania, Kazhakistan, Sri Lanka e Thailandia); ma soprattutto si sono registrati notevoli aumenti dei prezzi delle terre rare che, nei casi più estremi, come quello dell'Europio, hanno subito un aumento di circa il 700%. La scarsa disponibilità di Terre Rare e la dipendenza dalla Cina hanno spinto anche in Italia alcune università e alcuni gruppi industriali ad intraprendere 2 linee di attività: la sostituzione delle Terre Rare (essendo quasi tutte classificate come tossiche o, nel caso del Promezio, radioattivo) con altri metalli o il migliore ciclo di utilizzo nel processo produttivo; il recupero delle Terre Rare dai Raee. Un quarto della produzione mondiale di terre rare viene impiegata nel settore dei magneti che, unito al settore dei catalizzatori per fluidi e alle polvere lucidanti, rappresenta più della metà del totale. Circa il 50% dei materiali rari viene impiegato in settori nei quali il potenziale di recupero è molto alto: Magneti, Batterie in Lega, Vetro, Fosfori.

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