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Ong abbandonano la conferenza sul clima Cop19 a Varsavia e ne denunciano l'inutilità

A dare il buon esempio sono state le piccole isole
domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

Varsavia, 22 nov. - (Adnkronos) - "I negoziati sono troppo importanti per essere condotti in questo modo, gli Stati sono ancorati sulle loro posizioni e non hanno una visione della sfida globale ma solo dei loro piccoli interessi". Così all'Adnkronos Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf, da Varsavia spiega il perché della decisione presa dalle Ong di abbandonare la conferenza sul clima, denunciandone la sostanziale inutilità. Aksyon Klima Pilipinas ActionAid, Bolivian Platform on Climate Change, Construyendo Puentes, Friends of the Earth Europe, Greenpeace, Ibon International, International Trade Union Confederation, Ldc Watch, Oxfam International, Pan African Climate Justice Alliance, Peoples' Movement on Climate Change Philippines e Wwf hanno infatti lasciato il summit Cop19 perché "la conferenza sul clima di Varsavia, che avrebbe dovuto essere un passo importante nella giusta transizione verso un futuro sostenibile, si avvia a offrire praticamente il nulla". "La conferenza ha avuto momenti assurdi - spiega Midulla - come lo svolgimento, contemporaneamente al vertice sul clima, della conferenza dei produttori di carbone, o come il rimpasto del governo polacco in piena conferenza che ha di fatto deligittimato il presidente della Cop19 che non è più ministro dell'Ambiente". Insomma, "si è fatto di tutto per evitare che a Varsavia si facesse un passo in avanti verso il raggiungimento dell'accordo globale. Addirittura il Giappone ha diminuito i suoi impegni per la riduzione delle emissioni, quando invece la comunità scientifica ci dice che dobbiamo tagliare di più e più rapidamente entro il 2020, con una riduzione globale delle emissioni molto forte dopo quell'anno. Noi abbiamo voluto dire non ci stiamo". Di fronte al muro degli Stati denunciato dalle Ong, a dare il buon esempio sono invece state le piccole isole, quelle che hanno più interesse a invertire la rotta, perché "saranno le prime a subire le conseguenze del cambiamento climatico" e che a Varsavia si sono presentate "con le proposte più concrete come la creazione di piani per promuovere l'efficienza energetica e le rinnovabili. Ma gli eventi di questi giorni - sottolinea la Midulla - hanno dimostrato che tutti siamo a rischio". "L'accelerazione dei cambiamenti climatici, la frequenza e l'intensità degli eventi estremi sono sotto gli occhi di tutti - conclude Midulla - e questo ci dovrebbe portare a unirci per evitare il peggio. E' ancora possibile farlo con uno sforzo economico ragionevole: in futuro serviranno più soldi e i risultati saranno incerti. Per questo, non agire oggi è criminale"

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