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Velisti della Middle Sea Race contro le trivelle nel Canale di Sicilia

domenica 20 ottobre 2013

3' di lettura

Roma, 17 ott. - (Adnkronos) - Anche i velisti si mobilitano per la tutela del mare e per dire no al rischio trivellazioni in una delle zone più preziose del Mediterraneo e per chiedere di creare una nuova area protetta a Pantelleria. Sarà la regata internazionale Rolex Cup Middle Sea Race, dal 19 ottobre con una circumnavigazione no-stop della Sicilia, a portare in giro la campagna del Wwf “Sicilia: il petrolio mi sta Stretto” a bordo della barca Sagola Biotrading che porterà i messaggi della campagna sullo scafo e sulla randa, mentre l'equipaggio, in gran parte composto da siciliani, svolgerà un'azione di sensibilizzazione del pubblico, dei velisti e dei cittadini. È la prima volta che una barca da regata sposa una campagna del Wwf e sarà l’occasione per rilanciare l'appello anti-trivelle che ha già raccolto 35.000 firme (si può firmare fino al 24 ottobre su www.wwf.it/ilpetroliomistastretto). “La Middle Sea Race si svolge da 34 anni nel mare unico e incontaminato del Canale di Sicilia, lo stesso mare che lo Stato italiano vorrebbe disseminare di piattaforme per l’estrazione del petrolio. Se questi progetti andassero in porto, le nostre barche dovrebbero veleggiare tra le trivelle: uno scempio che non possiamo permettere. Per questo sosteniamo con forza la campagna Wwf e inviteremo tutti i velisti e gli amanti del mare a fare altrettanto”, dichiara Peppe Fornich, skipper di Sagola Biotrading. “Essere a bordo di Sagola non significherà solo partecipare a una delle regate più difficili e impegnative del mondo: vogliamo metterci la faccia per dimostrare quanto sia importante difendere il nostro mare e il nostro ambiente. Il mondo della vela, composto da uomini di mare di eccezionale sensibilità, non potrà non raccogliere questa sfida per la vita presente e futura del Mediterraneo", aggiunge Alberto Zaccagni, sail-trimmer di Sagola Biotrading e presidente di ApneaPantelleria, da anni in prima linea da Pantelleria contro le ricerche petrolifere. Il Wwf ribadisce che le concessioni petrolifere non possono essere date dallo Stato italiano senza che i cittadini esprimano un parere a priori e il Canale di Sicilia deve essere gestito attraverso una pianificazione territoriale marina (Marine Spatial Planning), un processo che mette insieme i diversi portatori di interesse per prendere decisioni informate e coordinate su come utilizzare le risorse marine in modo sostenibile, trovando un equilibrio tra economia, società e ambiente. Succede a Pantelleria, unica isola del Canale non protetta, dove è stato avviato un processo di pianificazione della tutela che vuole coinvolgere pescatori, promozione turistica, cittadini, amministratori locali. “Assieme all'Adriatico, il Canale di Sicilia è l’altro mare dove la Commissione Europea vuole implementare la Pianificazione Territoriale Marina, una sorta di 'piano regolatore' dove le istituzioni gestiscono il processo e i cittadini esprimono un’opinione sul futuro del loro mare, su come vorrebbero il loro ambiente di vita e di lavoro – spiega Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf Italia - Un processo attivo, in cui i cittadini e i diversi attori del mare possono stimolare le istituzioni, dal Comune alla Regione fino all’Unione Europea, per trovare un equilibrio tra le varie parti e arrivare a un 'piano territoriale' sostenibile e condiviso per il nostro mare".

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