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Più informazione contro la sindrome Nimby. E si fa largo Nimto: 'non nel mio mandato'

Beulcke: "I centri di competenza mondiale, dall'Organizzazione mondiale della sanità all'Enea, dovrebbero farsi promotori di se stessi e mettere in rete le proprie comunicazioni per contrastare le informazioni sbagliate"
domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 17 mag. - (Adnkronos) - A fronte di un inasprirsi delle contestazioni a impianti e infrastrutture, la cosiddetta sindrome Nimby, che nel 2012 conta 354 casi con un aumento del 7% rispetto all'anno precedente, quello che serve è una maggiore informazione da parte di soggetti qualificati e un percorso di confronto e partecipazione che vada nella direzione del modello francese di 'dèbat public'. Lo spiega all'Adnkronos Alessandro Beulcke, presidente Aris, l'Agenzia di Ricerche Informazione e Società che promuove l'Osservatorio Nimby Forum. Beulcke rileva "una confusione crescente e una difficoltà maggiore a far entrare capitali in Italia, con multinazionali che stanno andando via a causa delle difficoltà a investire in realizzazioni sul territorio italiano. Speriamo di poter registrare, l'anno prossimo, un'inversione di tendenza, magari con procedimenti legislativi da parte del nuovo governo, e che il dèbat public, di cui si parla molto, possa essere concretamente inserito in Italia come procedura reale". Contestazioni trasversali che investono tanto le reti viarie quanto il comparto energia, "una grande paura che, attraverso internet, ha un'ampia eco - aggiunge Beulcke - e così anche un'informazione errata messa in rete ha una portata molto più ampia rispetto al passato". E a fronte di questo rischio "i centri di competenza mondiale, dall'Organizzazione mondiale della sanità all'Enea, dovrebbero farsi promotori di se stessi e mettere in rete le proprie comunicazioni per contrastare le informazioni sbagliate". Rispetto agli anni passati, incide sempre più, nelle contestazioni, la preoccupazione dell'impatto ambientale. "Questo di per sè non è un dato negativo - commenta Beulcke - anzi, ma bisogna farlo con cognizione di causa ed essere informati. Spesso gli oppositori dicono no a un impianto senza sapere che quello stesso impianto ha già avuto valutazioni di impatto ambientale positive, questo vuol dire che ha attraversato un processo autorizzativo complicatissimo con delle leggi molto stringenti. Tutto questo dovrebbe essere promosso da chi ha le informazioni corrette". Una curiosità. Se prima si parlava solo di sindrome Nimby, il fenomeno che riguarda l'opposizione di cittadini e comunità che non vogliono realizzata sul proprio territorio una determinata infrastruttura o opera, ora si fa largo la sindrome Nimto, letteralmente 'Not in my turn of office', cioè non nel mio mandato, "con amministratori pubblici che non vogliono che si realizzi un determinato impianto nel corso del proprio mandato e che a volte cavalcano la protesta a fini di proselitismo elettorale".

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