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Più collaborazione tra gli Stati europei per ridurre il fabbisogno energetico

E' quanto auspicato dal Commissario al Clima della Ue Connie Hedegaard
domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 17 mag. (Adnkronos) - Una più stretta collaborazione tra gli Stati europei sul fronte dell'energia, aumentando l'efficienza e riducendo i prezzi contro lo strapotere energetico americano è quanto auspicato dal Commissario al Clima della Ue Connie Hedegaard che, parlando alla European Business Summit, ha insistito sulla necessità di una 'regolamentazione intelligente' che guidi l'innovazione verso un mercato liberalizzato, dove sia possibile prevedere anche una diminuzione dei prezzi dell'energia. Il Commissario si è anche detta contraria ad ogni ipotesi di nazionalizzazione delle fonti energetiche, in quanto la strada più conveniente è quella della liberalizzazione. La Hedegaard ha confutato le accuse rivolte contro le politiche climatiche della Ue che, secondo ambienti della finanza e dell'industria, avrebbero penalizzato il vecchio continente che non è stato in grado di stare al passo con la crescita di Stati Uniti e Cina. Le accuse sono venute da Adrian van den Hoven, vice direttore generale dell'associazione dei datori di lavoro BusinessEurope che ha addebitato alle 'tasse verdi' lo svantaggio accumulato dalle industrie europee rispetto alle multinazionali globali. Van de Hoven, in una dichiarazione raccolta dal sito di informazione europeo EurActiv, ha detto che l'Europa dovrebbe guardare con attenzione alle politiche energetiche degli Stati Uniti che stanno incrementando la ricerca e l'estrazione del gas scisto e che si stanno avviando ad essere nuovamente leader mondiali nella produzione di combustibili. Secondo la Hedegaard non è certo la Commissione ad impedire agli Stati membri di intraprendere campagne di ricerca sullo shale gas e avviare campi di estrazione, quello che deve essere fatto è una esatta valutazione di costi e benefici, considerando che l'orografia del vecchio continente, dove dovrebbero essere avviate le perlustrazioni e la successiva estrazione, è profondamente diversa da quella Nord americana dove i giacimenti sono economicamente più sostenibili. "Noi spendiamo, ha detto il Commissario, 1 miliardo di euro al giorno per l'importazione di petrolio e solo attraverso una maggiore efficienza energetica possiamo raggiungere un'efficace diminuzione del fabbisogno". L'Agenzia Internazionale per l'Energia ha recentemente sollevato dei dubbi sulla convenienza dello shale gas da estrarre in Europa. I vantaggi ci potrebbero essere solo se lo shale andasse a sostituire integralmente l'uso del carbone. Tra i Paesi che hanno deciso di puntare sull'estrazione dello shale gas c'è l'Ucraina che spera così di affrancarsi nel medio periodo dalla dipendenza dal gas russo.

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