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Un green New Deal per l'Italia per stimolare un'economia sostenibile

domenica 21 aprile 2013

2' di lettura

Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - Arrestare la recessione, stimolare un'economia sostenibile, ridurre il degrado degli ecosistemi e valorizzare le potenzialità del Paese. Sono questi gli obiettivi generali per un green New Deal per l'Italia per fare fronte alla crisi. Se ne è discusso in occasione del meeting di Primavera 2013, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in preparazione degli Stati Generali della Green Economy del 2013. Gli Stati generali della green economy che si sono svolti a novembre 2012 a Rimini, spiega il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, "hanno messo a punto delle proposte che abbiamo cercato di riprendere nel programma della crescita verde del paese". Per il ministro "si tratta di una strada obbligata per uscire della crisi". Tre le priorità per la prossima legislatura: "la prima è delega fiscale perché non c'è una possibilità concreta di dare seguito ad un'economia verde se non c'è una delega fiscale". Inoltre, aggiunge Clini, "bisogna liberare risorse rivedendo i vincoli del patto di stabilità e la terza area riguarda il credito alle imprese". Secondo Ronchi, presidente Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, "bisogna definire un pacchetto di misure per far fronte al problema dell'occupazione e dell'ambiente". I punti sono tre: "svolta nelle politiche europee" che devono essere rilanciate "sulla coesione" perché l'austerità non premia. Inoltre, "serve più coraggio nella politica di programmazione e puntare sullo sviluppo e la qualità del territorio, avendo la capacità di mobilitare le risorse positive del paese". La proposta per un green New Deal per l'Italia richiede un'analisi dei diversi aspetti della crisi nazionale che si dipanano lungo quattro direttrici: una lunga recessione, un debito pubblico in continua crescita, una pressione fiscale in costante aumento e più alta della media europea, una disoccupazione che è passata dell'8,3% del gennaio 2011 all'11,2% di dicembre 2012 con una disoccupazione giovanile al 35%. La ricetta proposta dalla Fondazione per rompere questa spirale prevede di non dare priorità solo al debito pubblico con politiche di tagli e austerità; di dare attenzione ad altri aspetti della crisi: dalla recessione che sta colpendo migliaia di imprese, alla disoccupazione, a partire da quella giovanile che sta compromettendo le possibilità di futuro delle nuove generazioni. Inoltre, bisogna: realizzare pacchetti di misure di stimolo dell'economia capaci di generare nuova occupazione green; rivedere la spesa pubblica in chiave green eliminando o riducendo gli incentivi pubblici che hanno effetti negativi per l'ambiente e verificando le effettive priorità degli investimenti pubblici per grandi infrastrutture; riformare il fisco in chiave ecologica alleggerendo il carico fiscale sul lavoro e sulle attività di qualità ecologica e low carbon, aumentando quello sul consumo di risorse e sull'inquinamento; rivedere le politiche europee.

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