Londra, 20 dic. (Adnkronos) - Il Governo britannico ha annunciato che non varerà nessuna nuova normativa prima del 2016 per ridurre le emissioni del trasporto aereo e marittimo, la cui road-map -fissata dalla Ue- prevede una serie di tappe da raggiungere prima del 20150. Il Segretario generale ai cambiamenti climatici, Ed Davey, ha detto che non verrano varate misure fino a quando non si chiarirà a livello globale a quale target deve essere fissata la riduzione delle emissioni nel trasporto aereo. Tra le posizioni che devono essere chiarite c'è quella degli Stati Uniti dove, sebbene una vasta corrente popolare punti alla riduzione dell'inquinamento atmosferico, sono ancora attese proposte concrete su cui avviare una discussione. Il Dipartimento per l'Energia britannico ha tuttavia confermato che la decisione di rinviare al 2016 l'avvio di nuove misure concrete, non influirà sulla volontà di Londra di rispettare gli impegni di riduzione di emissioni fissati nei prossimi quattro 'carbon budgets'. Secondo le associazioni ambientaliste europee invece, la decisione di non includere le emissioni del traffico aereo e marittimo nel programma dei tagli, si riverserà su altri settori produttivi chiamati a compensare le mancate riduzioni e comunque renderà difficile il raggiungimento dell'obiettivo del 2050 che prevede, entro quella data, la riduzione delle emissioni dell'80 per cento rispetto ai livelli del 1990. Intanto Germania, Austria e Finlandia hanno chiesto la revoca dell'impegno 'd'onore' che ha consentito alla Gran Bretagna di sottoscrivere la direttiva sull'efficienza energetica emanata dalla Commissione Ue. Il problema sorge sulla capziosa interpretazione da parte di Londra, sostengono i Paesi firmatari dell'esposto, di un paragrafo della direttiva che consentirebbe alla Gran Bretagna di ottenere risparmi fino al 60% nei target di riduzione delle emissioni.