Brescia, 3 dic. - (Adnkronos) - Grazie all'efficienza energetica in Italia si possono recuperare già oggi oltre 2Twh di energia elettrica annui, corrispondente a circa 798 kton di Co2 potenzialmente non emessa in atmosfera. Il potenziale dell'efficienza energetica viene offerto dai risultati del progetto H-Reii durante il workshop "Efficienza Energetica nei processi industriali e Green Economy" presentati da Turboden, azienda italiana leader nella realizzazione di turbogeneratori basati sul Ciclo Rankine Organico (Orc) per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili e recupero di calore. Il progetto H-Reii, nato nel 2008 per iniziativa di Aib (Associazione Industriale Bresciana), Csmt (Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico), Fire (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia), Provincia di Brescia e Turboden, quest'ultima in qualità di coordinatore del progetto, ha consentito di evidenziare il potenziale di un nuovo settore classificabile nella cosiddetta 'white economy' meglio conosciuta come efficienza energetica, nel quale l'Italia ha certamente una posizione di leadership. "Notevoli sono i vantaggi ambientali in termini di efficienza energetica" afferma Marco Baresi, Responsabile Affari Istituzionali di Turboden. "Recuperando energia dagli effluenti di processo nei settori energy intensive, si rende più efficiente e competitivo il processo industriale e con l'introduzione di un sistema di recupero calore con Orc si ottiene un aumento della marginalità dal 3% al 14% a seconda dei settori, come recentemente emerso dal rapporto del Politecnico di Milano". A confermare queste cifre si aggiunge infatti il rapporto annuale sull'efficienza energetica in ambito industriale, presentato la scorsa settimana dal gruppo 'Energy & Strategy' del Politecnico di Milano. Tra le tecnologie inserite è presente anche l'Orc per i recuperi di calore. Nelle stime, considerando la quantità di cascami termici dei principali settori ove la tecnologia Orc risulta applicabile (tra cui il metallurgico, materiali da costruzione, vetro, petrolchimica), si otterrebbe un potenziale teorico pari ad oltre 500 Mw elettrici, corrispondente ad una produzione annua di quasi 4 Twh elettrici (3% del fabbisogno attuale), generando un volume d'affari complessivo di circa 1,5 mld di euro. "I benefici industriali che emergono da quest'indagine sono tutt'altro che marginali - continua Marco Baresi - si sta configurando una nuova filiera industriale dove l'Italia è posizionata come eccellenza. Le stime di Energy & Strategy del Politenico parlano di 1,5 miliardi di euro di potenziali investimenti nel settore industriale solo in Italia. Se poi consideriamo l'export si possono menzionare almeno 8 miliardi di euro potenziali con due effetti positivi: sviluppo di tecnologia e investimenti nel settore industriale per migliorare una competitività che continua a languire".