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Hollande se la fa persino con la Merkel ma solo nella fiction...

di Nicoletta Orlandi Posti domenica 14 settembre 2014

3' di lettura

Politica, amori lubrichi, sentimenti che disvelano turpitudini si intrecciano ovunque, quotidianamente: nei caffè sparsi di fronte a Montecitorio così come nelle migliori fiction Rai. Non è una novità dunque che oltre i nostri confini nazionali qualcun altro abbia pensato di campionare per uno sceneggiato televisivo i tanti sotterfugi che macchiano la politica odierna. È una novità però che protagonisti del suddetto sceneggiato siano niente meno che la cancelliera tedesca e il presidente della Repubblica francese. La Merkel e Hollande, per intenderci. Romanzati, forse migliorati (nel fisico, più che nell’animo), ma soprattutto uniti da una passione che scalda i letti oltre che i cuori. Die Straatsaffare, film tv di origine tedesca andato in onda solo una manciata di giorni fa sulla germanica Sat1, su questo si basa: un amore carnale nato per caso nel giorno dell’abbattimento del muro di Berlino, quando i due erano ancora ben lontani dalle cariche che ne avrebbero fatto leader di portata mondiale. Grandi amplessi, poi più niente. L’amore stroncato sul nascere tra l’avvenente bionda e l’elegante francese avrà modo di riprendere solo anni dopo, quando i due si reincontreranno durante un summit internazionale. Anna Bermer e Guy Dupont, contraltari scenici, muscolosi e tonici dei due capi di Stato, non hanno mancato di attirare più attenzione del dovuto. Sarà che di culoni e chieriche non c’è neanche l’ombra. Sarà che la Merkel di suo non è particolarmente appetibile, sarà che Hollande non ha mai suscitato troppa simpatia nemmeno nel suo elettorato, ma Die Straatsffare ha conquistato in poco tempo la stampa germanica e quella francese. Con le dovute cautele, quotidiani e non si sono lanciati in recensioni ironiche del fenomeno, stigmatizzato nella tartaruga del presidente francese e nei glutei sodi della cancelliera. Dopotutto, dicono, fa ridere pensare che le grandi decisioni di politica comunitaria possano essere prese tra lenzuola in seta e colazioni in camera. La cosa drammatica è che fa ridere perché fa ridere, qualora si sia stufi di piangere, pensare che davvero la grande macchina europea possa funzionare così. Che l’andazzo dello spread possa essere deciso a tavolino tra un bicchiere di Pinot Bianco e qualche escargot, tra due risate composte soffocate da una mano che si è spinta chissà dove, o che i grandi interventi internazionali possano essere pianificati in una serata di noia, di quelle che i comuni mortali affrontano tirando fuori dall’armadio un banalissimo Risiko. Fantapolitica - Per quanto allora sia improbabile, e a tratti raccapricciante, che la Merkel intrecci una relazione passionale con il suo corrispettivo francese, non è poi tanto difficile figurarsi l’esistenza di un mondo in cui non è più necessaria la finzione per toccare livelli abietti. Non per niente le serie di cosiddetta fantapolitica si sono moltiplicate negli ultimi anni, affondando radici in America prima, in Europa poi. Da House of Cards, all’inglese Utopia, fino alla franco-americana Marsille, prodotto Netflix ancora in cantiere, si è visto di tutto. Tranne in Italia, dove nessuno ha ancora azzardato l’idea di nascondere qualche telecamera tra le mura di palazzo. di Claudia Casiraghi

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