(Adnkronos) - L'associato 'tipo' ad Assotemporary e' innanzitutto il "gestore di location". Non soltanto, dunque, il proprietario dello spazio, "ma anche chi ha in affitto uno spazio. Dunque, anziche' affittarlo per farci un negozio classico, un'attivita' permanente, l'imprenditore puo' decidere - sottolinea Costa - di avviare una attivita' di temporary shop. E lo puo' fare perche' noi abbiamo delineato, e questa e' stata una delle principali attivita' dell'associazione nei primi due anni, un contratto ad hoc per poter svolgere l'attivita' di temporary shop, che non e' di affitto, di locazione, ma di fornitura di servizi". Quando si organizza un temporary, "bisogna cercare di dare all'azienda richiedente, all'azienda cliente, una serie di servizi. Quindi - chiarisce il segretario generale dell'associazione . non limitarsi a offrire la location. Talvolta puo' essere sufficiente quando l'azienda cliente e' strutturata ed e' in grado di fare fronte a qualsiasi esigenza. Ma nei confronti delle piccole e medie aziende, che magari non hanno mai fatto delle operazioni di marketing e di vendita, e' bene che il gestore sia in grado di offrire un pacchetto di servizi il piu' possibile completo. Magari anche proprio sulla vendita, dunque offire personale di vendita e e vendita stessa del prodotto, puo' essere un valore aggiunto estremamente importante per l'azienda cliente". Assotemporary, ricorda ancora Costa, nacque nel 2008 da una costola di Assomoda, perche' i primi gestori di temporary erano associati e venivano dal mondo della moda. Avevano deciso di diversificare la loro attivita' osservando che "vista la difficolta' di vendere i prodotti ai negozi, avevano ritenuto meglio vendere i negozi alle aziende". (segue)