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Massimo Boldi, "niente requisiti morali": censurato alle Olimpiadi

di Fabio Rubini domenica 18 gennaio 2026

3' di lettura

Apprezzare l’organo riproduttivo femminile è incompatibile coi valori olimpici. Lo abbiamo scoperto, con rammarico, ieri pomeriggio grazie a Massimo Boldi, lo storico “Max Cipollino”, che da comico di razza, intervistato dal Fatto Quotidiano, ha risposto con una battuta alla domanda su quale fosse la sua disciplina sportiva preferita: «La f..a e gli aperitivi». Un concetto reiterato nel corso dell’intervista che, fin dalle prime battute, aveva preso una piega scherzosa, ricalcando i personaggi che hanno fatto la fortuna di Boldi e dei Cinepanettoni, dei quali è stato uno degli interpreti più genuini. Proprio con battute come quella ricordata poc’anzi. E anche più colorite.

Alla Fondazione Milano-Cortina, però, non hanno riso. Forse non hanno capito la battuta. E spinti dalle pletora di sacerdotesse indignate che hanno intasato i social con richieste di punizioni corporali, hanno comunicato che il prossimo 26 gennaio, quando la fiaccola olimpica arriverà a Cortina, Massimo Boldi non ci sarà. «La decisione fa seguito a un’intervista nella quale sono state espresse opinioni ritenute incompatibili coni valori Olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore.

Portare la Fiamma Olimpica - si legge ancora nella nota - rappresenta un privilegio e una responsabilità, e richiede che le persone selezionate incarnino e promuovano i valori di rispetto, unità e inclusione, fondamenti del Movimento Olimpico e condizioni essenziali per la partecipazione alla staffetta».

NON C’È PIÙ IRONIA

Se fosse tra noi, Silvio Berlusconi avrebbe archiviato il caso col più classico dei: «Non sapete nemmeno scherzare». Ma i tempi, purtroppo, sono cambiati e anche fare battute è diventata un’impresa. Che poi la domanda viene spontanea: ma quando la Fondazione ha chiamato Massimo Boldi invitandolo a fare il tedoforo che cosa si aspettava di diverso? Non sapeva chi fosse e cosa abbia rappresentato per intere generazioni?

Massimo è così, anche a 80 anni suonati, prendere o lasciare. Nel 2024, quando venne premiato proprio a Cortina d’Ampezzo, nel corso della rassegna “Cortina come in un film”, con il Nation Awards, lo aveva spiegato in maniera cristallina: «Il mio percorso nel film comici e commerciali è stata una scelta mia e mai passerò ad altri ruoli, come il drammatico, anche se il cinema oggi è un po’ in crisi».
E allora non deve e non può stupire che nel corso di un’intervista tutto sommato leggera, giochi col suo personaggio, reiterando la caricatura del milanese bauscia che ama pavoneggiarsi tra belle donne un po’ scollacciate, cui dispensa una battutaccia dietro l’altra. Era l’Italia di quegli anni. Quella che Boldi ha sempre raccontato, senza troppe menate.

MA A PARIGI...

Invece abbiamo scoperto che ammettere che a uno quella roba lì piace parecchio non è in linea con lo spirito olimpico. Per carità, ognuno a casa sua decide come ritiene meglio. Un consiglio però: se il metro è questo, nessuno dica ai bacchettoni che hanno fatto fuori Cipollino, che alle ultime Olimpiadi estive, quelle di Parigi 2024, il Comitato Organizzatore ha distribuito gratuitamente 300mila preservativi (in media due al giorno per ogni atleta presente). Non vorremmo che al villaggio olimpico di notte girassero i censori a controllare che ognuno dorma nella propria stanza. Un po’ come in gita scolastica coi prof impegnati in improbabili ronde di pattugliamento, che finivano regolarmente con una perdita secca per gli insegnanti.

In serata Massimo Boldi si è anche scusato, spiegando di aver «fatto una battuta che voleva essere leggera e ironica, ma si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico. Chiedo scusa a tutte le persone che si sono sentite ferite e al Comitato Organizzatore». Parole che non sono servite a far cambiare idea ai bacchettoni della Fondazione. A Cortina Cipollino non ci sarà. Lo aspettavano. Sarebbe stato un bel momento, di quelli che strappano una sana risata. Invece no. Ed è davvero un peccato. E non solo per chi è appassionato di... aperitivi.

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