Più di una intervista: quello di Albano Carrisi sul Corriere della Sera è uno sfogo, lungo e durissimo. A 82 anni, la sua vita è ancora all'insegna di Felicità, come la hit mondiale incisa nel 1982. "Appena l’ho ascoltata chiamai il discografico Freddy Naggiar: 'Questa minimo vende un milione e mezzo di copie'. Siamo arrivati a oltre 20 milioni, ormai è un inno".
Alla faccia di Romina Power, ex moglie con cui faceva anche coppia artistica: "Non la volevo nemmeno incidere, la trovavo banale", ha spiegato qualche tempo fa l'americana ormai italiana d'adozione. Al Bano non pare averla presa benissimo: "Meglio se sto zitto". La critica di Romina "è come sputare nel piatto in cui mangi. Ci ha guadagnato bei soldi, grazie a me. Avercene, di canzoni così. Ed è tutto meno che banale: fu la mia risposta ai colleghi che, negli anni delle Br, ammiccavano a quello stato di cose".
Tanti gli aneddoti riguardo ai suoi amici vip. Claudio Villa, criticato da Carrisi per la canzone con cui si era presentato a Sanremo nel 1982 (con Felicità arrivata seconda), ci rimase male ("Ahò, ma come ti permetti? Scenni che te meno"). E poi Gianni Morandi: "Io, lui e Massimo Ranieri abbiamo attraversato epoche e mode e siamo ancora qui vivi e vegeti. Quando Gianni passò un brutto periodo, che non lo voleva più nessuno, lo difesi a ogni costo. Noi ci capiamo anche a distanza, figli di genitori proletari i suoi, contadini i miei".
A proposito di felicità, si torna sempre a Romina: "Quando mi misi con lei, nella sua famiglia la parola 'divorzio' era la normalità. Suo padre, sua madre, i nonni, erano tutti divorziati. Sa come si dice: 'Lu zumpu ca face la crapa lu face puru la crapetta', il salto che fa la capra lo fa pure la capretta). Pensai: 'Durerà per due o tre anni'. Però non volevo perdere neanche un giorno di quella vita eccezionale".
Ora le cose sono cambiate: "L'amore c'è stato, è innegabile, come dopo la divisione. Abbiamo messo al mondo dei figli, meglio farsi la pace che la guerra. Da qui a chiamarlo amore però ce ne passa. Quegli anni sono passati, belli e tragici, ora non ho tempo per la nostalgia. Ero rimasto solo. Ma poi ho ritrovato la primavera. E si chiama Loredana Lecciso. Per me è ricominciata la vita. E continua da 25 anni".
L'orgoglio e la forza sono sempre gli stessi, quelli del Leone di Cellino San Marco. Un soprannome inventato da Simona Ventura: "Ma in Puglia non ci stanno i leoni. Semmai sono un cavallo selvaggio. Così sono nato e così morirò".