Che regalo ha portato Babbo Natale alla banda di Fabio Fazio? Sicuramente non la fantasia: Che tempo che fa torna sul Nove dopo la lunga pausa delle festività e la puntata speciale della scorsa domenica dedicata a Ornella Vanoni e lo fa con lo stesso stile di sempre: un bel carico di livore contro il governo, su qualsiasi argomento. La letterina di Luciana Littizzetto, per esempio, questa volta non tira in ballo Giorgia Meloni bensì Giulia Bongiorno. La lettura della comica torinese riguardo alle modifiche al Ddl Stupri è come minimo parziale: «Premetto che le mie competenze di legge sono ferme a Forum, ma quando ancora lo conduceva Rita Dalla Chiesa.
Lei invece è imperatrice galattica di tutti i fori, anche quelli imperiali. Ho letto, riletto, studiato e fatta spiegare questa proposta di legge e ho compreso con stupore i cambiamenti. Uno stupore che secondo me ci ha coinvolte tutte». «Prima - prosegue Lucianina - la legge era chiara: solo se ti dico sì, è sì. Consenso, fine. Lo capiscono tutti. Ora invece c'è il dissenso, “è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, espresso e manifestato chiaramente la proprio contrarietà”. Lo dico in maniera più chiara. Prima era: “io lo voglio, tu lo vuoi. Sco**mo. Consenso”. Ora lui dice “io ti sc*o, poi tu mi dici di no”. Dissenso. Ed è un po’ diverso». Littizzetto esprime infine il «senso di delusione profonda di una cittadina nel vedere una buona proposta di legge sbriciolata per questioni interne di politiche. L’ennesima dimostrazione che l'obiettivo è l'equilibrio dei partiti e non la difesa di noi donne. Nella settimana del tremendo femminicidio di Federica Torzullo questo passo indietro è ancora più amaro».