Alta tensione durante la consueta conferenza stampa di Sanremo 2026. Si consuma infatti un secco botta e risposta tra le Bambole Di Pezza e un giornalista. "Non pensate che oggi la parola 'femminista' sia un po’ vecchia, che crei contrapposizione. Non è una società patriarcale la nostra, la parità c’è" ha osservato un cronista riferendosi al gruppo noto per le sue posizioni. "La parola femminista ci piace molto, in una società in cui non c’è ancora la parità, non siamo contro il maschile, è solo ricerca della parità. Vogliamo dire un luogo comune? Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, a casa mia comanda mia moglie" ha continuato, e ancora, sempre rivolto alle componenti del gruppo: "In tutte le case vi sfido a dire che se avete un compagno non comandate voi, dai".
Immediata la replica delle cantanti: "Noi non vogliamo potere in casa, vogliamo il potere ovunque". Parole che hanno scatenato gli applausi dei presenti in sala. "Il potere ce l’avete anche fuori casa", ha insistito il giornalista con le cantanti che però hanno proseguito: "Abbiamo paura di uscire di casa, essere uccise e stuprate, questa non è parità".
A dibattito concluso, però, le Bambole Di Pezza hanno rincarato la dose spiegando che "prima siamo state un po’ provocate e ci siamo scaldate, ma noi ci teniamo a sottolineare che anche i dati mostrano quanto sia importante parlare ancora oggi di parità di genere. Siamo contente di portare questa quota rosa e di essere la prima band femminile sul palco dell’Ariston".