Tiziano Ferro ha toccato il fondo, ma è stato capace di risalire. Come? Chiedendo aiuto. Il cantante di Latina si è raccontato a cuore aperto e senza filtri allo psichiatra, psicoanalista e saggista Vittorio Lingiardi per Venerdì di La Repubblica. La scelta di rivolgersi a uno specialista è arrivata dopo un brutto episodio. "Ero a Milano - ha raccontato -, mi capita di parlare con una persona famosa, – ha raccontato Ferro – che scherzando, ma dicendo la verità, mi fa: 'Sto andando da una psicologa, meno male, mi sta aiutando molto'". Poi qualche giorno dopo, in albergo, all'ennesima birra casco per terra, la faccia sulla moquette, non riesco ad alzarmi e, sempre fissando la moquette, scrivo a questa persona: 'Mi dai il numero della tua psicologa?'. Lui me lo manda e io ci vado, ci corro proprio non ce la facevo più facevo più. E sai cosa? Ho iniziato a sentirmi bene solo per il fatto di aver deciso di iniziare a volermi bene".
"Ero un concentrato di sintomi: il disturbo alimentare, le storie di bullismo, le addiction, il panico - ha proseguito l'artista -. E naturalmente la difficoltà ad accettarmi per come ero. Insomma un mondo interno piuttosto attorcigliato che ha richiesto parecchie puntate". Ma c'è anche il capitolo sessualità. "Tra i tanti motivi, uno importante era che non mi accettavo - ha ammesso il cantante di Latina -. E dopo due anni ho fatto coming out: la terapia mi ha spinto fuori da quel disagio. Mio fratello, che aveva 18 anni, mi ha detto: ma perché è un problema? Lì ho capito che il mondo stava finalmente iniziando a girare in un altro modo. Ma fino a quel momento per me è stata una cosa orrenda". Ferro ha poi concluso svelando: "Avevo il terrore di fare le interviste perché sapevo che prima o poi mi avrebbero fatto quella domanda, una domanda alla quale non riuscivo a dare risposta. Da ragazzo mi sentivo una persona sbagliata, con i produttori che dicevano: ma non hai una fidanzata per un servizio fotografico?".