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“Supergirl”, la vagabonda che diventa eroina

Supergirl è uno dei tanti personaggi della saga di Superman. Già passato in cinema con scarso successo 40 anni fa, è stato ripreso in tempi recenti dalla DCU prima con una serie televisiva e ora con un lungometraggio prodotto da James Gunn
di Giorgio Carbone domenica 28 giugno 2026

2' di lettura

Supergirl è uno dei tanti personaggi della saga di Superman. Già passato in cinema con scarso successo 40 anni fa, è stato ripreso in tempi recenti dalla DCU prima con una serie televisiva e ora con un lungometraggio prodotto da James Gunn, l’uomo che nel nuovo secolo ha ridato vita a Superman. Supergirl, nata Kara Zor El all’anagrafe (si fa per dire) del pianeta Krypton è la cuginetta del Super. Vari anni prima della nascita di Kara, il Super venne salvato dalla prima eruzione di Krypton e inviato sulla Terra dove adottato da una coppia terrestre divenne l’Uomo d’Acciaio che sappiamo nonché il giornalista Clark Kent. Kara è un’adolescente quando segue un analogo percorso. Alla definitiva distruzione di Krypton arriva sulla Terra dove recupera il cugino. Hanno gli stessi poteri. Possono fare molto per l’umanità.

Ma Kara è un vero disastro. Preferisce vivere come una hippie degli spazi vagabondando da un pianeta all’altro, ubriacandosi e drogandosi. Ma non rinuncia ai suoi poteri. Quando stringe amicizia con un’altra vagabonda delle galassie, Ruthie, costei cerca di convincerla ad aiutarla nelle vendetta che intende intraprendere contro Krem un pirata planetario che ha sterminato la sua famiglia. Krem è davvero uno sporco individuo (forse il più truce vilain offerto dalla saga di Batman). Ladro, assassino, specialista in tratta delle bianche. Uccide donne, bambini, animali con evidente voluttà. Supergirl (che ha la mentalità di una barbona) lo lascerebbe impazzare indisturbato senonché Krem le fa la cosa atroce. Uccide il suo diletto cane Krypto. Meglio, non lo uccide del tutto. Un antidoto potrebbe salvare Krypto, ma il medicinale è nelle mani di Krem.

Il film diventa la storia della caccia al pirata. E quella di una rivalità tra Ruthie e Supergirl. Sì perché Ruthie insegue per uccidere mentre Kara lo vuole accoppare sì, ma non prima di aver trovato l’antidoto. A complicare le cose arriva Lobo un gigantesco cacciatore di taglie che ha una fedina non più pulita di Krem (ha sterminato un’intera popolazione) ma nella lotta contro il grande vilain sarà utile. Bene compiuta la vendetta, Kara può riunirsi al cugino che stavolta la convincerà sul serio ad aiutarlo nelle sue opere al servizio dell’umanità Supergirl come s’è detto è stato prodotto da James Gunn, uno specialista nelle saghe di super eroi. E con non poche ambizioni: creare una nuova serie di super con un personaggio quasi inedito per il pubblico di questo genere di opere. Gunn è stato felicissimo nel trovare il racconto che forniva da traliccio all’avventura (Tomorrow woman di King). Felicissimo a trovare un cattivissimo (Mathias Schoenearts che fa Krem) è un quasi cattivo (Jason Momoa per la parte di Lobo). E naturalmente a riempire lo schermo con bellurie visive. Lui dice di avere azzeccato anche la Supergirl (la giovanissima australiana Milly Alcock). Ma noi abbiamo i nostri dubbi. La Milly è antipatichina: convince abbastanza quando fa la barbona degli spazi, molto meno quando è promossa a eroina. Se faranno un secondo episodio forse è meglio cambiarla.

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