Il 18 dicembre Luì e Sofì, dovranno parlare a un giudice. Consumerismo No Profit ha depositato il 14 settembre un ricorso contro “Me Contro Te S.r.l.”, contestando pratiche commerciali scorrette e profili relativi ai minori. È quella di un modello di business costruito in dieci anni intorno a un pubblico che ha ancora bisogno di un adulto per comprare quasi tutto. Zaini, astucci, figurine, libri, gadget. Fino ai biglietti di un concerto che, secondo Consumerismo, possono arrivare a 250 euro a persona. Altro che Vasco! Ed è proprio quel confine che Consumerismo contesta con un’azione inibitoria collettiva al Tribunale di Palermo. Nel mirino il sito mecontrote.it e l’app omonima. Secondo Consumerismo, la voce “Negozio” compare nel menu principale di ambienti pensati per bambini e preadolescenti, senza separazione dai contenuti ludici, e conduce con “Vai allo shop!” a uno storefront Amazon con link di affiliazione. L’associazione contesta una pressione commerciale diretta sui minori e la commistione tra intrattenimento e pubblicità. Contestati anche la trasparenza sul venditore e un cookie banner con il solo tasto “Ok”. Consumerismo segnala inoltre criticità sulla privacy dei minori. Le richieste: separare shop e intrattenimento, rifare il banner dei cookie e introdurre verifiche e garanzie per i minori. «Il modello “influencer per bambini + shop integrato” che fino ad oggi ha garantito a Me Contro Te lauti guadagni finisce ora in tribunale», spiega Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo. «I minori non sono un target commerciale e chi costruisce con i bambini un rapporto di fiducia è obbligato a rispettare uno standard di diligenza rafforzato». E aggiunge: «Noi non chiediamo nulla, siamo una no profit, chiediamo solo che certe scorrettezze ai danni di minori vengano eliminate».
Il caso era stato segnalato all’Antitrust già il 9 giugno. Consumerismo non esclude ora una verifica dell’Autorità. Intanto sui social la questione diventa una guerra di genitori, figli e portafogli. «Lo fanno da sempre e se ne accorgono solo ora? Intanto loro si sono fatti i milioni!», scrive un utente. Un altro: «Col cavolo che spendo 250 euro per un biglietto!!!». E c’è chi replica: «Non hanno puntato la pistola in faccia a nessuno».
Me Contro Te non nasce da un astuccio comparso dal nulla: è una filiera. YouTube, sponsorizzazioni e partnership; film, Netflix, canzoni e tour; libri, figurine e gadget. Le informazioni raccolte da Consumerismo indicano un fatturato stabile superiore a 4,3 milioni di euro l’anno e un patrimonio netto stimato intorno ai 27 milioni. Nella stessa galassia di video e gadget si muovono altre coppie di creator, come Nina e Matti e Anto e Vinci, anche loro già nel mirino di Consumerismo. Per dieci anni il meccanismo è stato semplice: un video, una risata, un personaggio, un desiderio che diventa merce. Dopo il matrimonio-spettacolo, celebrato davanti a telecamere e fan, il 18 dicembre Luì e Sofì saranno di nuovo insieme, ma questa volta davanti a un giudice. Niente fiori e niente torta: a decidere la trama, stavolta, non saranno loro.