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Paolo Crepet, lo sfogo dopo la morte di Giulia: "Influencer a lezione? Sangue gelato"

di Roberto Tortora martedì 21 novembre 2023

2' di lettura

A Stasera Italia, striscia di approfondimento politico e sociale di Rete4 condotta da Nicola Porro, si discute del triste caso di Giulia Cecchettin, uccisa dal suo fidanzato ossessivo e geloso, poi fuggito e catturato in Germania dopo una settimana. In Italia si è scatenato il dibattito sull’educazione affettiva da dare ai giovani e sul compito che la scuola ha nel dover aumentare il suo compito, affinché certe tragedie non accadano più.

Lo psicologo e scrittore Paolo Crepet, però, non è d’accordo, perché ritiene la scuola, di per sé, già la principale esperienza di vita e di crescita dei ragazzi: “La scuola è già affettiva, quando ci vai e non hai studiato niente e probabilmente prenderai un 4 è un’emozione, quando incontri una ragazza in cortile che ti piace è un’emozione. La scuola – spiega lo psicologo – è un contenitore meraviglioso di crescita, non ha bisogno di un’oretta in più di affettività. Certo oggi, per com’è strutturata, non è più affettiva, perché abbiamo tolto i voti, le pagelle, tutto, azzerata, gli insegnanti pagati pochissimo. Dov’è l’emozione se ti promuovono al 99,9%, dov’è l’emozione?”.

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Crepet, poi, torna sull’omicidio della Cecchettin, spiegando come, secondo lui, tutti gli atti di violenza perpetrati contro le donne non siano gesti d’impulso che vengono dal nulla, ma azioni sedimentate nel tempo e che si tramutano solo alla fine in gesti istintivi: “Viviamo in una cultura di violenza? Eh beh mi pare di sì, basterebbe sentire una canzone trap. Non è violentissima contro le donne? Molto violenta contro le donne. Cosa possiamo fare? Intanto pensare che tutti gli omicidi, come anche i suicidi, sono premeditati, tutti. Non è un gesto così d'impulso, perché c'hai pensato prima, perché c'è un legame che è già tossico prima. Poi, certo, l'ultima coltellata può anche esserlo, ma sgombriamo il campo da queste cose tipo raptus, non ci fanno capire e questo di Giulia è un caso scuola, sono mesi di ossessione, di stalking, di idee violente, di ricatti affettivi”.

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