Molestie

Fuori dal Coro, violenze sessuali: paura per l'inviata di Mario Giordano a Bologna

Roberto Tortora

Incubo stupri a Bologna dove, dall’inizio dell’anno, sono più di 219 le donne che hanno denunciato violenze subìte. Se ne parla a Fuori dal Coro, trasmissione di approfondimento di Rete 4, condotta da Mario Giordano, la puntata è quella di mercoledì 22 novembre. Va in onda un servizio dell’inviata Maria Letizia Modica Alliata, che documenta la situazione nella zona tra la stazione centrale e quella universitaria.

Vengono mostrati alcuni titoli di giornale degli ultimi mesi, che denunciano vari episodi: “Violenza sessuale su una 15enne a bordo di un autobus in pieno giorno. Fermati due minorenni stranieri”, oppure “Ragazza vittima di stupro in zona universitaria a Bologna” e ancora “Stupro in Via dell’Unione. Arrestato un 25enne. È caccia al complice”. Il capoluogo dell’Emilia Romagna si conferma, dunque, uno dei luoghi più pericolosi d’Italia. Commenta l’Alliata, in giro in città di notte per documentare la situazione: “Tra la zona della stazione e quella universitaria si sono consumate cinque violenze sessuali negli ultimi due mesi. Arrivata in piazza, alcuni uomini mi fermano, mi importunano e cercano di vendermi della droga”, rimarca con le immagini che stanno a confermare il racconto.

 

Da poco insediatosi in città, Antonio Sbordone, nuovo questore di Bologna, ha inquadrato così il tema: “Dobbiamo spostare l’attenzione su chi maltratta, stupra, uccide. C’è oggi un gap tra l’emancipazione femminile, che per fortuna è maturata rapidamente in questi tempi, e l’arretratezza culturale degli uomini che fanno fatica a stare al passo. È da questo disequilibrio che nascono le tragedie e su cui bisogna lavorare. Per tutelare la vittima bisogna occuparsi del carnefice. Fino a poco fa ci si è concentrati sulla tutela della donna, sulla sensibilizzazione a denunciare, sui reati connessi. Da un po’, e su quello si deve insistere, si è spostata l’attenzione sui carnefici. Solo se riusciamo a disarmare la loro aggressività, la cultura deviata da cui deriva, possiamo ottenere risultati più concreti. Per quanti sforzi siano stati fatti, e ne abbiamo fatti, non ci sono stati grandi risultati perché registriamo ancora troppe morti e troppi stupri”, conclude.