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Otto e Mezzo, la sparata di Calenda contro il governo: "Tutti appecoronati"

giovedì 27 marzo 2025

2' di lettura

Carlo Calenda a Otto e Mezzo. Il leader di Azione, ospite di Lilli Gruber nella puntata di giovedì 27 marzo, commenta il cosiddetto vertice dei "volenterosi" che ha visto 30 paesi europei riunirsi per il destino dell'Ucraina. "L'incontro di Parigi è servito a dare il messaggio forte che non abbiamo intenzione di togliere sanzioni con una finta tregua visto che i russi continuano a bombardare. Credo che questo formato dei 'volenterosi' sarà quello attraverso cui pian piano si creerà il nocciolo di un esercito più indipendente dalla Nato. Per ragioni ovvie: perché Trump è amico di Putin e nemico dell'Europa, e su questo Meloni prima o poi dovrà scegliere. Al nostro congresso sarà importante cercare di capire e tirare fuori posizioni concrete. Perché stare con Usa, Ue e Ucraina non è una posizione concreta, per scelta degli Usa. Non può finire con una vittoria di Putin, altrimenti sarà più pericoloso per noi".

Poi l'attacco al governo: "Azione rimane dove l'hanno messa gli elettori, cioé in un centro liberale e repubblicano. Facciamo una cosa diversa dagli altri". A suo dire "se Meloni porta un provvedimento che era nel nostro programma noi lo votiamo. Ma abbiamo fatto una battaglia violentissima per esempio durante l'audizione con John Elkann, dicendo che FdI sono stati i primi a calarsi le braghe. Sono passati da 'adesso facciamo tutto noi' a 'siamo tutti appecoronati'. Le battaglie si scelgono, la nostra opposizione a Meloni è molto dura nel merito".

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E ancora, tornando sul suo ex alleato: "Renzi ha fatto un provvedimento per verificare come Meloni si é comprata casa, una roba che se l'avessero fatto a lui i Cinquestelle avrebbe urlato per anni. Sappiamo benissimo perché fa così, perché Meloni ha fatto una cosa giusta, dire che chi sta in parlamento non può prendere consulenze da Stati stranieri, che mi sembra logico".

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