Quando c'è da (s)parlare del centrodestra, Michele Serra abbandona il fioretto e le leziosità e sfodera la sciabola per colpire il più duro possibile. Ospite del sodale Corrado Formigli a Piazzapulita, su La7, la penna dell'Amaca su Repubblica se la prende con tre protagonisti della maggioranza di governo, a vario titolo e grado.
Si parte della Lega: secondo Serra Matteo Salvini e Roberto Vannacci "hanno lo stesso repertorio e si contendono lo stesso pubblico, un po' come Claudia Villa e Al Bano. Sono destinati a litigare perché devono esibirsi sullo stesso palcoscenico, e questa è l'ennesima buona notizia di questa sera".
E la premier? "Giorgia Meloni al loro confronto sembra quasi una crocerossina, forse in virtù del fatto che è una donna. Rispetto a Trump, lo vediamo tutti, non è una analisi politologica raffinata quella che va fa fatta, è un po' andreottiana. Fino a qui è riuscita ad applicare la politica dei due forni, quando le conviene è europeista e quando le conviene per altre ragioni si ricorda di essere sovranista e quindi è trumpiana. Il richiamo della foresta è quello, non c'è dubbio
Formigli sorride, e ascolta Serra con un certo compiacimento anche Gad Lerner, che pochi giorni fa a Otto e mezzo, sempre su La7, aveva attaccato ferocemente Meloni per il suo rapporto con il presidente americano: "Io non vedo vassallaggio, vedo una forte affinità culturale - aveva detto Lerner -. Trump sta mantenendo le sue promesse, anche 100 anni fa pensavamo che certe promesse sarebbero rimaste sulla carta. Meloni e i nazionalisti europei hanno una radice culturale comune con Trump, un'idea di nazione etnica, tradizionalista, suprematista. Si sentono fratelli".
"Meloni crocerossina": guarda qui il video di Michele Serra a Piazzapulita su La7