A La7 hanno lanciato la promozione: paghi uno e prendi quattro. Quattro comizietti diversi in una sera, tutti contro Giorgia Meloni ovviamente. L’occasione ghiotta, si fa per dire, l’ha fornita DiMartedì, con Giovanni Floris che ha schierato gli opinion maker della sinistra. Alessandro Gassmann, Rocco Casalino, Pier Luigi Bersani ed Elly Schlein. L’ordine di credibilità lo decideranno i telespettatori.
Curiosamente ma non troppo, dalla guerra alla giustizia le parole, i concetti e gli slogan si ripetono, quasi identici, con il passare dei minuti. Gassmann si dice «spaventato» e «convinto che una pessima pace sia sempre meglio di una buona guerra». Il vero pericolo però pare essere il referendum: «Sono andato a rileggermi abbastanza dettagliatamente la nostra meravigliosa Costituzione, invidiata e ammirata in tutto il mondo. Ci ha difeso per 80 anni, ora tocca a noi difenderla».
Al suo fianco, in trincea, troverà Bersani: «Se vince il Sì tiran dritto, hanno fatto trenta e faranno trentuno. C’è anche una legge elettorale che va verso un meccanismo rispetto al quale l’antica legge-truffa è un cioccolatino al latte. Fanno il premierato, vanno verso Orban... Se vince il No, io non mi aspetto un cambio politico. C'è qualcosa di più, è un contropiede, vuol dire che cambia l’aria». E Trump? «Ha nel mirino l’Europa. Ci sta portando la guerra in casa. Ci sta mettendo in difficoltà economiche, introduce elementi disgregativi. E noi qui... Non sappiamo se andare a messa o stare a casa».
Per la segretaria del suo partito, Schlein, la Meloni «invece di fare la presidente del Consiglio fa la commentatrice. Trump non ha avvertito il governo degli attacchi, tanto che il ministro della Difesa si trovava a Dubai. Non vorrei che all’Italia accadesse quello che è accaduto a Crosetto, che si trovava in guerra senza nemmeno accorgersene».
Si ride di gusto, ma a coronare il tutto ci pensa Casalino, ex portavoce di Conte a Palazzo Chigi, che a proposito del caso Bartolozzi tira fuori addirittura la teoria del complotto: Meloni e Nordio sono ricattabili? Perché è veramente strano che non vengano chieste le sue dimissioni». Il clima di marzo è pazzerello: da qui al voto, a occhio e croce pioverà parecchio fango.
Floris contro Meloni, guarda qui il video di DiMartedì su La7