Sesso, festini a luci rosse e gas esilarante dall’effetto inebriante che ha la virtù, per un atleta, di non essere rilevato dai controlli antidoping. Il tutto, fornito da un’agenzia dell’hinterland milanese che ora è finita nei guai e i suoi manager sono agli arresti domiciliari, fermati dalla Procura di Milano in attesa di giudizio. Coinvolti numerosi sportivi e tanti calciatori di Serie A. Un argomento caldo negli studi di Dritto e Rovescio, talk di approfondimento di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio.
Da una parte c’è il garantista Giuseppe Cruciani, speaker di Radio24, dall’altra il giornalista Antonio Caprarica. Tra i due c’è un acceso dibattito. "Se una persona pensa che sia dignitoso vendere il proprio corpo, io penso che Caprarica si debba fare gli affari suoi da questo punto di vista, te lo dico in maniera molto diretta”.
Replica Caprarica: “Ma ho anche il diritto di nutrire un giudizio morale, poi ognuno è liberissimo di fare ciò che vuole". Cruciani, allora, precisa: “Forse Caprarica non è molto abituato a trattare di questi temi. Qui non c'è nessun festino orgiastico, nessuna perversione, c'è un uomo che va con una prostituta, non ci sono stranezze. Vengono accusati dei calciatori, come se poi fossero solo loro a fare queste cose, le fanno tutti dall'operaio al calciatore, chi se lo può permettere, anche un operaio ogni tanto può farlo".
Caprarica, però, insiste sulla questione morale: “C'è una sanzione sociale nei confronti di chi pratica questo genere di festini. Non è un modello sociale accettabile, non lo è per le donne che partecipano a queste feste che hanno accettato di reificare il loro corpo. Non è qualcosa di cui andar particolarmente fieri, orgogliosi. La reificazione del proprio corpo è una delle massime offese che un essere umano possa fare alla propria dignità”.
Poi, però, il giornalista affina il discorso: “Ci sono delle feste in cui delle persone liberamente si danno a quello che viene definito un divertimento eccessivo, ma certo questo è un affare loro. Se non si commettono reati, se non c'è sfruttamento, se chi partecipa alle feste lo fa in assoluta libertà è affare suo, non c'è ombra di dubbio. Mi permetto, però, di dubitare che in questo genere di festini, come dire, la partecipazione sia libera nel senso che non ci sia un'oggettiva disparità di condizioni tra, come dire, le celebrità che fanno correre il denaro e delle fanciulle molto avvenenti che ci arrivano come le api sopra il miele, e su questo mi consentirete di essere piuttosto severo come giudizio morale. Sono dei giovani annoiati, pieni di soldi, che trovano appassionante concedersi a qualcosa che gli pare eccessivo, per la nostra società è eccessivo”.
"Se una persona pensa che sia dignitoso vendere il proprio corpo, io penso che Caprarica si debba fare gli affari suoi da questo punto di vista"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) May 7, 2026
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