La narrazione del delitto di Garlasco vede ora Andrea Sempio al centro dell’attenzione… come possibile colpevole della morte di Chiara Poggi? Gli ultimi elementi a suo carico ne tracciano un quadro pesante e di questo si parla anche a È Sempre Cartabianca, il talk di approfondimento di Rete 4, condotto da Bianca Berlinguer.
In studio, tra gli ospiti, c’è il giornalista Marco Oliva, molto severo con la narrazione degli elementi a carico di Sempio, rifacendosi all’unico dato concreto, la perizia Albani sul dna sotto le unghie di Chiara: “Un anno fa eravamo partiti dal fatto che ci fosse il dna di Andrea Sempio sulle dita di Chiara, la pistola fumante. Adesso, con la perizia Albani, unico atto in contraddittorio delle parti in questo momento, quel dna è diventato un indizio, perché di affidabile e certo non c'è niente, si è parlato di aplotipo. La stessa Albani dice che non si potrà mai capire né dove né come né quando. Sembra quasi che oggi, tolto o messo da parte quel dna, diventino centrali queste intercettazioni. Non vorrei essere irriverente, ma la famiglia Sempio viene descritta come una famiglia di ‘cretini’ che si tradiscono in continuazione”.
Piero Sansonetti, invece, propende per l’innocenza di Stasi: “Sono sempre stato convinto dell'innocenza di Stasi e comunque dell'impossibilità di condannarlo perché i dubbi erano enormi. Allora io adesso sto assistendo a questo secondo processo. A occhio però, mi sembra che gli indizi siano superiori a quelli del primo processo, ma parliamo sempre di indizi. Esiste o no un articolo 533, mi pare, del codice penale che dice che si può condannare solo oltre ogni ragionevole dubbio? Anche il grande effetto mediatico di tutta questa vicenda, che c'era già stato nel primo caso, perché io mi ricordo che qualche grande giornale uscì con un libricino che condannava Stasi prima ancora che fosse condannato dalla corte. Il processo mediatico ci fu anche allora, ora c'è di nuovo il processo mediatico perché? Perché non ci sono le prove. Se ci fossero le prove non litigheremmo. Non ci sono per nessuno dei due, nessuno dei tre”.
Alessandra Viero, infine, chiarisce: " Non facciamo a Sempio quello che abbiamo fatto a Stasi. Vedo degli elementi, degli indizi, ma non ho trovato una pistola fumante, una prova granitica e regina. Sempio sembra già condannato dal tribunale dei social, noi siamo in un'indagine preliminare. Questa è l'ipotesi, la tesi accusatoria della Procura. La difesa nel nostro ordinamento ha lo stesso peso e c'è la presunzione d'innocenza, va ribadito”.
"Non vorrei essere irriverente, ma la famiglia Sempio viene descritta come una famiglia di "cretini" che si tradiscono in continuazione"
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) May 12, 2026
Marco Oliva a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/ZTeiWa6PAs