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Cappellini e Modena, "questa corsa a mettere l'etichetta di terrorismo...". Zittito da Ruggieri

di Roberto Tortora martedì 19 maggio 2026

2' di lettura

Ha scosso l’Italia intera il gesto folle di Salim El Koudri, 31 anni, che sabato scorso si è lanciato a folle velocità in auto nel centro di Modena, travolgendo diversi pedoni e ferendo otto persone di cui quattro in modo grave. Il conducente, poi arrestato, ha anche aggredito con un coltello un passante che cercava di fermarlo; gli inquirenti, al momento, escludono legami con il terrorismo e seguono la pista del disagio psichico. Le accuse su El Koudri sono di tentata strage e lesioni aggravate.

Se ne discute anche a Quarta Repubblica, il salotto di approfondimento di Rete 4, padrone di casa Nicola Porro. Tra gli ospiti c’è Stefano Cappellini, vice-direttore di Repubblica, che rifugge la corsa alle etichette: ”Non capisco questa corsa a dover mettere l'etichetta di terrorismo, non perché ci sia da sminuire l'episodio. Bisogna anche esplorare fino in fondo la possibilità che questa persona, con tutti i suoi disturbi psichiatrici, abbia avuto dei contatti o semplicemente essersi imbevuto di idee che arrivano da quel mondo dell'islamismo radicale, non voglio escludere nulla. Però non capisco l'ansia di dover mettere quest'etichetta. Parliamo di una persona con dei disturbi psichiatrici e io sono ancor più terrorizzato".

"Questa strage - prosegue - assomiglia, più che a quelle dell'Isis, a quelle che si verificano con grande frequenza negli Stati Uniti e che sono spesso realizzate da persone con profondi disturbi psichiatrici, manie, ossessioni compulsive, paranoia. Ovviamente i disturbi hanno sempre un legame con la realtà, i disturbati colgono dalla società, dal mondo intorno a loro, le ossessioni che poi li spingono a questi gesti”.

Dello stesso parere, ma da un punto di vista opposto, anche Andrea Ruggieri, ex-deputato alla Camera per Forza Italia, dice: "Stefano ha ragione a non dire di non correre a dare etichette, però questo vale a maggior ragione per le dichiarazioni pubbliche che sono di un infantilismo, di un capriccioso, fanno quasi tenerezza. Quella della Castellone mi sembra più grave francamente, fanno tenerezza per la lettura perdonistica a priori, a prescindere che vogliono fare, di un fatto oggettivamente grave”.

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