La Rai ha scelto di puntare sull’ex Iena Antonino Monteleone come uomo dell’informazione nel prime time del martedì sera di RaiTre e l’opposizione (compresa quella interna al cda Rai) ha dato di matto. Una decisione che i membri di sinistra del consiglio d’amministrazione dell’ei fu viale Mazzini, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno bocciato ufficialmente e preventivamente definendola addirittura «clamorosamente inappropriata».
Troppo di destra, simbolo del fallimento di TeleMeloni e addirittura, udite udite, colpevole di irridere, sui suoi canali social, la propaganda pro-Pal. Praticamente il prototipo del fumo agli occhi dei sinistri di più varia natura.
Tanto che il match tra il giornalista palermitano e la parte sinistra dei vertici Rai si trascina in realtà da giorni, in particolare con il consigliere d’amministrazione Rai di minoranza, Roberto Natale che, giusto due giorni fa, sparava a zero contro il conduttore di Filorosso, «Monteleone che costa all’azienda 300mila euro l’anno ma preferisce praticare il suo vecchio stile da Iena e si dà a ripetute provocazioni.
L’utilizzo dei social è concesso a tutte le giornaliste e i giornalisti Rai o solo a quelli che fanno certa propaganda?». Il riferimento è al post provocatorio di Monteleone sul “genocidio che va in spiaggia” con una foto di soli uomini gazawi in riva al mare. Il giornalista, preso di mira dall’ala sinistra del cda Rai, ha ribattuto con prontezza.
«È normale che si invochi la violazione di supposte regole nell’utilizzo dei social per i collaboratori della Rai solo e soltanto perché rigetto una chiamata al conformismo che puzza lontano un miglio di un maldestro tentativo di intimidazione? È questa l’idea di democrazia che hanno in mente questi paladini dei diritti a corrente alternata?» si chiedeva il giornalista appena un attimo prima di subire il nuovo fuoco di fila di critiche pregiudiziali a “sfavore” di nuovo palinsesto che, ancora una volta, come capitato di recente a Monteleone nel poco romantico tete a tete con la deputata M5S, Dolores Bevilacqua, è finito nuovamente anche nel mirino di vari parlamentari in particolare, ancora una volta, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra che, ambendo probabilmente al ruolo di critici televisivi,hanno commentato così le anticipazioni sui programmi Rai del prossimo autunno.
«I palinsesti della prossima stagione sono il manifesto definitivo di TeleMeloni» scrivono i membri M5S in commissione di Vigilanza Rai, mettendo volutamente proprio l’accento sul “caso” di Antonino Monteleone «messo alla conduzione del martedì sera di Rai 3» addirittura «uno schiaffo a chiunque creda ancora nel servizio pubblico» secondo gli ex grillini e «la fotografia di una Rai in cui il fallimento non viene punito, ma premiato, e in cui la parola merito è ormai ridotta a una barzelletta».
Un sostegno, quello della Rai a Monteleone, che secondo il parlamentare Alleanza verdi e sinistra De Cristofaro rappresenterebbe la prova della «ostinata battaglia dei vertici di TeleMeloni nella destrutturazione di Rai3». Convinti loro...