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La domanda da non fare mai a Cacciari

Dopo AfD in Germania, toccherà a Futuro nazionale di Roberto Vannacci? Lo scenario getta nell’angoscia tutto il centrosinistra italiano, che perlomeno troverà il modo di condire la prossima campagna elettorale con nuovi e più attuali riferimenti all’onda nera sull’Europa
di Claudio Brigliadori venerdì 11 settembre 2026

Massimo Cacciari

2' di lettura

Dopo AfD in Germania, toccherà a Futuro nazionale di Roberto Vannacci? Lo scenario getta nell’angoscia tutto il centrosinistra italiano, che perlomeno troverà il modo di condire la prossima campagna elettorale con nuovi e più attuali riferimenti all’onda nera sull’Europa. Non parlate però di fascisti o nazisti a Massimo Cacciari. Basta una domanda, posta con garbo dall’inviata di 4 di Sera, su Rete 4, a farlo uscire dai gangheri. «Come mai il programma dell’estrema destra attecchisce così tanto in Europa?», gli chiedono.

E il filosofo risponde secco: «Ma non è il programma, ma smettetela con queste ideologie, non sono i programmi a prendere i voti. I voti vanno all’alleanza per la Germania, come in Italia sono andati un periodo a Grillo, un altro a Salvini, poi alla Meloni, perché la gente in Europa non ne può più, c’è un ceto medio impoverito, non c’è mobilità sociale, la democrazia è ascensore sociale e si è totalmente inceppata, non cresce il benessere, non crescono i servizi, una politica estera sciagurata che ci costringe a pagare l’energia due, tre volte quello che sarebbe possibile pagare». «La gente protesta contro questa politica - prosegue Cacciari -, non è che siano diventati tutti fascisti o nazisti o di destra o di sinistra, non ne possono più, è un’Europa ormai in briciole, stanno sfasciando perfino Schengen. Ma vogliamo scherzare? Perfino l’Europa economica sta crollando, cosa vuole che interessi alla gente dell’ideologia di Vannacci o dell’ideologia dell’AfD? Sono queste ragioni materiali che portano la gente a votare chi protesta. Di volta in volta protestano contro chi governa e questo è il grande rischio che corre anche Meloni».

Tra gli ospiti di Paolo Del Debbio c’è Tiziana Ferrario, secondo cui «la Germania è stata un paese fortissimo in Europa per decenni dopo la guerra e sicuramente l’unificazione non è andata come loro pensavano dovesse andare». «La parte della Germania comunista si è sentita impoverita dalla riunificazione - prosegue ancora la storica giornalista Rai - e questa è la dimostrazione che se la democrazia non ti porta al benessere e se non ti garantisce il lavoro sicuro, la salute, i servizi sanitari, un futuro per i tuoi figli, l’istruzione, la gente si arrabbia e su quel malcontento vota quelli che ti danno l’illusione di darti quello che la democrazia non ti ha dato, ma non funziona così».

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