Roma, 21 mag. (Adnkronos) - Con un singolare esperimento di fusione tra la canzone napoletana ed i ritmi tribali e popolari della tradizione aborigena, si concluderà domani, alle ore 21, al Teatro Sannazaro di Napoli, la programmazione di "TraTurMò", primo festival dedicato alle Tradizioni che fanno Turismo nel Mondo. Lo spettacolo vedrà il compositore, chitarrista, cantante e suonatore di didgeridoo australiano Joe Geia e la cantante Annamaria Colasanto alternarsi in celebri brani napoletani e brani della tradizione aborigena, alcuni dei quali eseguiti in duetto. Ad accompagnarli sarà la chitarra di Elvira Andreoli (direttrice del coro di donne "La voce della luna") e Creedence Branco, giovane danzatore originario del Queensland. Geia e Colasanto propongono questa operazione di riavvicinamento musicale, evidenziando come i ritmi aborigeni non siano poi così distanti da quelli sanguigni e primitivi di Tammurriata Nera o della Gatta Cenerentola, in cui la cadenza, l'ossessione e la reiterazione tarantolata sembrano somigliarsi. Joe Geia è un compositore, chitarrista, cantante e suonatore di didgeridoo ed è stato riconosciuto come una delle figure più influenti nello sviluppo della musica indigena contemporanea. In primo luogo è venuto alla ribalta come membro di un influente gruppo aborigeno nel 1982, e, dal 1980, ha collaborato, costantemente, con il cantautore Shane Howard. Il suo primo album completo, "Yil Lull", del 1988 (anno del bicentenario dell'Australia), ha raggiunto un enorme successo di critica e pubblico senza precedenti per un esecutore aborigeno. Annamaria Colasanto, artista che vive ed opera in Australia, ma nata e formatasi a Napoli, è un'interprete della canzone napoletana e italiana, ma il suo repertorio è di respiro internazionale. La sua carriera, che ebbe inizio nel 1991 con Massimo Ranieri, l'ha portata a collaborare con alcuni dei registi più famosi come Roberto De Simone, Maurizio Scaparro, Tato Russo, Armando Pugliese e Nicola Piovani.