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Cinema: Zeffirelli al Tg1, rivedo un unico film, quello della mia vita

domenica 20 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 18 gen. (Adnkronos) - "I compleanni sono tutti belli, ma forse questo e' molto piu' impressionante, non tanto per voi, che vedete un novantenne, ma per me, con tutti gli accorgimenti che devo fare per dimostrarne di meno, comunque ci sono allegramente". Franco Zeffirelli, a un passo dal suo novantesimo compleanno, in un'intervista esclusiva, rilasciata a Franco Scarsella del Tg1 e che andra' in onda nelle edizioni del tg1 delle ore 8:00 e delle ore 9:00 di lunedi' 21 gennaio, racconta aneddoti della sua vita e fortunata carriera. "Ho sempre avuto una visione molto precisa del nostro destino di uomini: nasciamo, cresciamo, scegliamo e poi ce ne andiamo da dove siamo venuti e a questo io non sono impreparato", dice il maestro del cinema italiano che di Mariangela Melato dice: "una donna bravissima, con la quale, pero', non ho mai lavorato; peccato perche' era brillante, creativa ". Il grande regista toscano racconta, poi, della sua lunga carriera e dice:" ho fatto tanto e lascio tanto; tutto quello che volevo fare l'ho fatto, sono uno degli uomini piu' fortunati del mondo dello spettacolo, forse meno nei rapporti sentimentali dove anch'io ho avuto qualche fiasco. Di scelte sbagliate ne ho fatte tante, sopratutto sulla gente, dando l'affetto a chi non lo meritava, ma non sono pentito del bene che ho fatto, anche se non e' stato ricambiato e, a volte anche tradito". Alla domanda di quale film rivede oggi, Zeffirelli risponde "rivedo un unico film, quello della mia vita ". Zeffirelli racconta poi come e' nata una delle sue maggiori opere: il Gesu' di Nazareth. " ho verificato, durante la mia vita, che non c'e' stato, nel mondo, un messagero piu' straordinario di Gesu' Cristo. Ero in inghilterra, per lavoro e avevo degli attori teatrali di prim'ordine. Per gli interpreti ho frugato ovunque, ma sempre, tenendo indietro la scelta ultima del protagonista: li' non sapevo proprio dove muovermi. Facevo delle audizioni per la parte di giuda. Venne da me anche Robert Powell con tutta la sua esuberanza dovuta alla timidezza; mi raccontava barzellette un po' stupidotte. Fece il provino per la parte di giuda, ma il giorno dopo, quando vidi una foto che gli avevamo scattato dissi: "e' lui il redentore! richiamatelo! Ricordo ancora oggi, nei suoi occhi c'era qualcosa di innaturale, di non umano".

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