Roma, 23 apr. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - L'esordio di Valeria Allievi, 'Questa Miniera', sara' presentato in anteprima sabato prossimo alla 61esima edizione del Trento Film Festival, in programma dal 25 aprile all'8 maggio. Con uno sguardo poetico la regista ci porta non solo nella miniera di Cogne ma in un affascinante viaggio attraverso la memoria collettiva di un intero paese. La miniera non solo e' stata il posto di lavoro della maggior parte degli abitanti di Cogne, ma anche parte integrante e viva della memoria storica, della cultura del luogo, della vita famigliare. La miniera e' come un parente, un nonno saggio che osserva dall'alto. E' quel luogo di lavoro che in passato ha salvato dalla guerra, dalla poverta' e che ha permesso alla sua gente di costruirsi un futuro dignitoso. E' la miniera piu' alta d'Europa che imperturbabile domina il paese dall'alto, a 2500 metri di altitudine. Oggi, con la cessazione della concessione mineraria, rischia di essere definitivamente chiusa e questo evento riflette il senso di perdita che sta nel profondo di tutte le storie e i volti raccontanti nel film. Per gli abitanti di Cogne chiudere la miniera e' come annullare le proprie origini. Nella lotta, combattuta con pochissime armi, che il piu' delle volte appartengono all'intimita' dei ricordi e alla necessita' di non perderli, la miniera affronta il suo destino, lasciando aperta una domanda che attraversa tutto il film. Cosa ne sara' di questa miniera e di cio' che rappresenta?