(Adnkronos) - "Ho accettato subito di interpretare questo ruolo -ha detto Claudio Santamaria, l'attore che nel film interpreta il protagonista Bruno - perché quando ho letto la sceneggiatura è stato un pugno in faccia. Per il modo in cui era scritta, per la storia, per il tema che mi è molto caro: non parla infatti solo di farmaci, ma di una intera classe di persone che hanno il mito della ricchezza, di un certo status sociale". L'attore romano non ha mai amato i farmaci: "Mi curo da sempre con l'omeopatia -ha rivelato- fin dalle medie ho sempre avuto diffidenza verso le medicine. Un motivo in più per me per accettare di interpretare questo film". La pensa così anche Isabella Ferrari, che nella storia dà il volto ad un capo aera ferreo e spietato, perfettamente inserito nell'ingranaggio corruttivo. "All'inizio ero perplessa, mi sembrava impossibile che il ruolo di questa donna non presentasse alcun accenno di umanità, in nessuna sua sfaccettatura -ha detto l'attrice- ma poi ho iniziato a prendere informazioni su quel mondo e ho incontrato due capi area che erano esattamente così". Secondo la Ferrari "nella logica di questa storia sono tutti perdenti, soprattutto il paziente". Nel cast anche Marco Travaglio, nel ruolo di un medico molto potente che sembra incorruttibile. "Travaglio è stato perfetto per quel ruolo -ha detto Morabito, che ha rivelato di aver pensato al giornalista durante un viaggio in macchina in cui scartava tutti quelli che gli venivano in mente- Lui rappresenta l'aggancio alla cronaca che, per un film di questo tipo, era utilissimo". (segue)