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Cinema: focus su rivoluzione digitale nella 'Casa' della settima arte

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 14 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - I profondi cambiamenti che la rivoluzione digitale ha apportato, negli ultimi anni, alla distribuzione e alla diffusione dei prodotti dell'audiovisivo su scala mondiale: se ne è discusso oggi nel corso di un incontro organizzato alla Casa del Cinema di Villa Borghese, all'interno di The Business Street, Mercato Internazionale del Film di Roma. Lamberto Mancini, Direttore Generale del Festival del cinema di Roma, nel corso dei saluti di rito ha posto in risalto come lo stesso "Festival romano debba concentrare la propria attenzione sul settore dell'audiovisivo, monitorando i mutamenti che la tecnologia digitale ha prodotto per le dinamiche di settore". Moderata da Alain Modot, Media Consulting Group Paris -Francia, la conferenza ha delineato, ricorrendo a un breve excursus storico sul fenomeno del Video on Demand (VOD) negli Stati Uniti e successivamente a un paragone con i più recenti sviluppi del fenomeno sul continente europeo, un ampio resoconto sulle differenti metodologie d'azione; in seconda battuta, è stato dato spazio a un approfondimento sulle modalità di distribuzione "day-and-date" dei prodotti cinematografici. L'argomentazione ha fatto perno sul potenziale economico del VOD e, più in profondità, sulle sue effettive potenzialità di penetrazione dell'audience, offrendo in tal modo occasione a diversi prodotti indipendenti di riuscire a trovare un proprio pubblico. John Von Thaden, Magnolia Pictures, e Von W. Johnson, VJA Consulting, entrambi statunitensi, si sono concentrati sul rapporto fra VOD e sale cinematografiche. Nella parole di Johnson: "I primi esperimenti di VOD, come "Home Premiere" (2011), un audience potenziale di 6 milioni di utenti, pur rappresentando un passo avanti nella lotta contro la pirateria, ha costituito un grosso rischio per le sale e per la vendita di DVD. Per questa ragione è necessario trovare un modello che possa far sentire gli operatori di settore meno minacciati". Erik Lambert, The Silverlining Project, ha chiarito le strategie recenti del mercato statunitense, quella "blockbuster strategy" introdotta dalla Warner Bros nei primi anni duemila che, puntando su pochi "film evento" l'anno per sbancare al botteghino, ha dimostrato come una distribuzione massiccia e virale, amplificata dai social network, costituisca il miglior modo per incrementare le vendite in una successiva fase di commercializzazione del prodotto. (segue)

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