(Adnkronos) - "È stato particolare entrare in un altro modo di vivere e non smettere di esserlo quando finivano le riprese del film - ha detto il protagonista Branko- La cosa più facile in effetti è stata guidare, perché il camion fa tutto quello che gli ordini di fare". Nel film l'attore fa da coach per Maki, il copilota. "L'ho aiutato ad essere se stesso -ha rivelato- senza però tradire il fatto che io fossi un attore". Nel film non è presente alcuna musica, una scelta che gli autori spiegano così: "Ci abbiamo ragionato molto -ha detto Carlo Arciero, uno degli sceneggiatori della pellicola-ma a noi interessava raccontare quello che sarebbe successo all'interno della cabina del tir di Branko. Arrivavano telefonate, suoni della strada, rumori di portiere, di carico e scarico: tutti suoni legati alla vita del camionista. Tutto questo è colonna sopra fondamentale, funzionale al film. Abbiamo provato a mettere una musica, ma portava il film da un'altra parte". Questo rientra nell'ottica del regista di raccontare la realtà senza voler condizionare chi guarda. "Non volevamo in nessun modo indurre un'emozione precisa nello spettatore -ha sottolineato Fasulo- dirgli cioè quello che doveva provare in quella specifica situazione".