Firenze, 20 mag. - (Adnkronos) - "Carlo Monni e le Case del Popolo. Nel giorno della sua scomparsa, pensiamo di non fare un torto a questo artista, se ricordiamo che la sua carriera, la sua opera, la sua stessa vita trovano profonde radici, mai recise, nel legame con il movimento associativo dell'Arci. In questo momento poco bello, crediamo sia importante e giusto mettere in evidenza tale legame per sottolineare che Carlo Monni era un uomo di spettacolo, un attore colto e geniale, che pero' aveva rifiutato la grande ribalta, preferendo l'esibizione artistica (e la vita quotidiana) nelle piazze, al teatro, nelle feste de L'Unita', e, ancora, nelle Case del Popolo". Lo afferma, in una nota, Francesca Chiavacci, presidente di Arci Firenze, ricordando l'attore scomparso. "E' importante questa sottolineatura anche per non cedere alla vulgata folkloristica su Circoli e Case del Popolo, a cui ci vorrebbero abituare in maniera molto semplicistica certe riflessioni e luoghi comuni, che hanno nuociuto allo stesso attore, suggerite da alcune analisi critiche sul lavoro di Giuseppe Bertolucci (Berlinguer, ti voglio Bene). Monni e' stato uomo capace di usare la sua intensita' poetica - ricorda Chiavacci - tenendola sempre ben allacciata alla dimensione popolare. E' stato artista vero perche' ha messo a disposizione il suo estro e la sua cultura affinche' fossero strumento di arricchimento per tutti. Lo ricordiamo cosi"'. "E ad aiutarci c'e' anche una foto datata primo aprile 2004 e postata da una compagna sui social network immediatamente dopo la notizia della scomparsa, che ritrae Carlo assieme ad un'altra figura fondamentale della nostra storia come Remo Romolini, purtroppo anche questa prematuramente scomparsa, in una sala del Circolo Arci Rinascita di Campi Bisenzio. Sono entrambi soddisfatti e compiaciuti dello scherzo che avevano appena tirato a qualcuno. Ciao Carlo, uno di noi!", conclude la presidente di Arci Firenze.