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Cinema: Farhadi, 'in Iran non c'e' liberta', ma in Occidente censura capitale e' piu' forte'

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 18 nov. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "In Iran ci sono molti problemi, non c'è sufficiente libertà, ma non è detto che fuori ci sia. Piuttosto, in Occidente c'è l'immaginario della libertà, ma anche questo è pericoloso: le persone sono convinte di essere libere, ma non lo sono. Nel mio Paese si lotta con la censura, ma in America e più in generale in Occidente c'è una censura ancora più forte: il capitale, la finanza". Parola del regista iraniano premio Oscar per 'Una separazione' Asghar Farhadi, che il 21 novembre porta nelle nostre sale, in 80 copie targate Bim, 'Il passato', interpretato da Ali Mosaffa, Tahar Rahim e Bérénice Bejo, premiata quale migliore attrice all'ultimo Festival di Cannes. Nel film dopo quattro anni di separazione, Ahmad (Mosaffa) torna a Parigi da Teheran, chiamato dalla francese Marie (Bejo): obiettivo, terminare la procedura di divorzio. Durante il soggiorno, Ahmad scopre la conflittualità del rapporto esistente tra Marie e la figlia Lucie. "Se noi iraniani siamo preoccupati per la censura, i miei colleghi in Occidente sono altrettanto preoccupati per il proprio futuro, perché per trovare i soldi camminano su un terreno accidentato: tanti perdono la pazienza e cambiano mestiere", dice Farhadi, sottolineando come "a differenza di altri registi iraniani, che hanno avuto la sfortuna di sbattere contro un muro, io sono sempre riuscito a schivare la censura, forse perché non critico il potere, ma la società. Del resto, sono convinto che per avere un futuro migliore debba migliorare la società: solo così avremo governanti all'altezza, perché le radici della violenza e dell'ingiustizia stanno nell'ignoranza". Ma che ne pensa Farhadi dei segnali di apertura che vengono dal nuovo presidente Hassan Rohuani: "Sono ottimista, ma realista. Ci sono due ostacoli: all'interno, i gruppi radicali; all'esterno, i governi stranieri che malgrado le apparenze non vogliono un cambiamento in Iran, perché questa situazione di crisi è più conveniente per loro". 'Il passato' è il suo primo film girato in Europa, ma Farhadi precisa: "Non me ne sono andato in Francia per essere libero, ma perché la storia mi portava lì. Ora ho alcuni progetti ambientati in Iran, altri all'estero: non ho ancora deciso quale sarà il mio prossimo film". Sulla situazione dei colleghi, presenti e futuri, il regista ricorda come "Kiarostami sia stato un riferimento, ma in troppi poi hanno fatto copia e incolla del suo cinema: spero le nuove leve prendano la propria strada, senza imitare me come altri", mentre ha visto di recente a Teheran i ribelli Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof: con il primo è andato tre settimane fa a un concerto, con il secondo si è incontrato alla Casa del Cinema, da poco riaperta.

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