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Lirica: sindacati Opera Roma, no commissario o faremo saltare tutto 'Ernani' (2)

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Gli esponenti delle tre sigle sindacali che hanno partecipato alla conferenza stampa (Slc-Cgil, Fials-Cisal e Libersind-Confsal, assenti Cgil e Uil), hanno puntato il dito contro quella che definiscono "disattenzione del sindaco Ignazio Marino nei confronti del Teatro" e contro un ipotetico "complotto che viene dalle stanze del Mibact". Ma hanno ammesso che la liquidità del Teatro "è quasi al capolinea. Non ci sono i soldi per pagare gli stipendi di novembre, dicembre e le tredicesime", afferma Marco Piazzai, primo trombone dell'Orchestra ed esponente della Fials-Cisal. Che sottolinea: "Mancano i 4,5 milioni di euro che ci deve il Comune e gli 8,5 che ci deve la Regione. Se solo il Campidoglio onorasse il suo debito, non avremmo problemi per pagare gli stipendi a andare avanti", e ribadisce che questi soldi "erano già inseriti nel bilancio previsionale approvato dal Cda e dallo stesso sindaco in qualità di presidente del Consiglio d'amministrazione". Quanto ai soldi che il Teatro avanza dalla Regione, "servirebbero a pagare i debiti con i fornitori, che ammontano a 9 milioni di euro", afferma Piazzai. In realtà, il credito certo che la Fondazione lirica vanterebbe nei confronti della Regione è pari a 6 milioni di euro, relativi agli anni precedenti fino al 2012, e che l'istituzione salderà non prima dei primi mesi del 2014. Quanto al 2013, la giunta Polverini non aveva previsto un solo euro in bilancio per le istituzioni culturali romane, anche se il presidente Nicola Zingaretti avrebbe intenzione di erogare un contributo per l'anno in corso, all'Opera di Roma, che potrebbe anche essere pari a quelli che versava annualmente di 2,55 milioni, già inserito peraltro nel bilancio previsionale del Teatro. Quanto alle cifre, i sindacati, bilanci alla mano, affermano che l'indebitamento medio del primo semestre 2013 è pari a poco più di 28,8 milioni di euro, a fronte però di crediti derivanti da immobilizzazioni materiali (sui quali gioca un ruolo determinante il Teatro Nazionale, ceduto dal Campidoglio alla Fondazione nel 2010), immateriali e finanziari, pari a 48,5 milioni di euro. "Tutte le Fondazioni liriche sono indebitate. L'Arena di Verona -afferma Conte- ha 15 milioni di euro di debiti, il Regio di Torino 25 milioni, la Scala di Milano ne ha 45, il San Carlo di Napoli 54 milioni. Il ministro Bray ha dato alla Scala 6,5 milioni, a noi invece vuole dare il commissariamento". (segue)

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