(Adnkronos) - "Da domani faremo un presidio in Campidoglio -afferma Pasquale Faillaci della Slc Cgil- per capire perché uno dei soci fondatori vuole mandare l'Opera di Roma in default non erogando quello che deve. Un'azione che attiverebbe l'articolo 11 della legge Bray che, attraverso il commissariamento, ci farebbe diventare un teatro di serie C, quando la legge 800, la Costituzione dei teatri lirici, recita chiaramente che noi e la Scala di Milano siamo i due maggiori teatri italiani". Tra ieri e stamattina i sindacati hanno incontrato l'assessore capitolino alla Cultura, Flavia Barca, la quale si sarebbe "attivata per saldare il debito con l'Opera di Roma". "Il commissariamento ridurrebbe la produzione dei teatri a causa del taglio dei salari, che -sottolinea Gianaugusto Bongiovanni della Slc Cgil- all'Opera di Roma sono già scesi di circa 8 milioni di euro dal 2008 a oggi, e del personale non artistico. L'interesse del Mibact è quello di ridurre i teatri al rango di scatole vuote, come è stato fatto con il Petruzzelli di Bari, la cui produzione, secondo la direzione generale dello Spettacolo dal vivo del ministero, è superiore a quella degli altri teatri. L'Opera di Roma è un grande teatro di produzione -evidenzia- ha un indotto importante e un livello qualitativo che, grazie a Muti, si è alzato al punto da dare fastidio. Inoltre -aggiuge Bongiovanni- ai sensi della legge Bray, entro il 30 giugno i teatri devono scrivere il nuovo statuto. Se l'Opera di Roma venisse commissariata, anziché scriverlo il Cda con il sindaco presidente, lo scriverebbe il commissario con il Mibact. E questo è un aspetto non secondario". I sindacati affermano che, secondo la legge 112, "i teatri che hanno chiuso più di tre bilanci in pareggio, accederebbero a un 5% in più di Fus. Se l'Opera di Roma non riuscisse a chiudere anche il 2013 -sostengono- non accederebbe a questa quota e la fetta da spartire per le fondazioni virtuose sarebbe di conseguenza maggiore". Difendono l'operato del maestro Muti, "il più grande direttore del mondo -dice Conte- che ci ha portati a Salisburgo con recensioni straordinarie sulla stampa internazionale e che vorrebbero mettere in fuga, cosa che non consentiremo mai. Non ci ridurranno a teatro di serie C". E annunciano barricate anche su eventuali penalizzazioni del corpo di Ballo: "Quello che è successo al Maggio Fiorentino -afferma con forza Pieralli- dove il commissario Bianchi ha tagliato Maggio Danza, qui non accadrà mai, non lo permetteremo", conclude.