Roma, 22 nov. - (Adnkronos) - Celentano che si schiera con l'onda nuova di Grillo, De Gregori che scarica il Pd confessando di aver votato Mario Monti alla Camera e di non voler piu' votare, Jovanotti che tira la volata a Matteo Renzi, Piero Pelu' che lo accusa di salire sul carro dei vincitori e oggi Ligabue che si dichiara deluso dal Pd, annuncia che non votera' per le primarie e definisce il Movimento 5 Stelle necessario a ricordare che c'e' bisogno di cambiamenti. Certo, non siamo piu' nel XX Secolo, quando musica e politica andavano a braccetto, ma al crollo delle ideologie non e' corrisposto un crollo degli endorsement da parte degli artisti. Anzi. La politica la si mette si' ancora nelle canzoni ma basta anche un 'post' o un 'tweet', un articolo o un'intervista per esercitare il ruolo di 'opinion leader' piu' o meno accreditato, piu' o meno richiesto. Negli ultimi mesi, in molti si sono confrontati con la novita' della crescita del Movimento di Beppe Grillo. Tra i primi endorsement , quelli di pesi massimi come Adriano Celentano (che addirittura al movimento ha dedicato un brano, 'Ti fai male', contro il non voto) e Mina. (segue)