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Politica: tra endorsement e affondi, quando i cantanti si schierano/Adnkronos (2)

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Il Molleggiato, il 22 febbraio, pubblica su 'Il Fatto quotidiano' una vera e propria dichiarazione di voto: "Mancano solo tre giorni al responso e la sorpresa credo che sara' grande: nonostante la partitocrazia si affanni a divulgare che, quand'anche Grillo vincesse, non sarebbe comunque in grado di governare perche' non ha esperienza. Certo, questo e' vero. Ma quelli che hanno esperienza fin ad ora dove ci hanno portato? Se e' vero che invochiamo il cosiddetto cambiamento, non abbiamo altra scelta. Dobbiamo votare per lui, pur sapendo che qualche disagio non manchera' proprio a causa della sua inesperienza. Nessuno nasce imparato e il suo movimento imparera' presto. Del resto non c'e' cambiamento, qualunque esso sia, che possa sfuggire a un periodo di scombussolamento e quindi di assestamento. Se davvero vogliamo il cambiamento, dobbiamo affrontarlo con tutte le sue conseguenze", aveva sottolineato. Grillo aveva incassato l'appoggio preelettorale anche di Fiorella Mannoia (la sua frase di febbraio "sono di sinistra per questo non voto Pd", con cui annuncio' il voto per Grillo, le ha attirato piu' di un'antipatia), ma poi pero' si e' pentita di fronte all'intransigenza con cui Grillo non ha voluto dare vita a un governo Pd-M5S. E su Facebook ha pubblicato un post molto critico: "Non sarebbe meglio trovare un compromesso transitorio solo per traghettare il paese a nuove elezioni, magari fra un anno? Ora è il momento di agire, il M5S è andato al governo. 'Ci vediamo in Parlamento diceva Grillo, bene, ora ci sei andato! ora che cosa si fa? Si sta a guardare il Paese andare a fondo o si dialoga? No, caro Beppe, mi dispiace ma non sono d'accordo, e ti assicuro che ci sono molte persone che la pensano come me, più di quante immagini". Anche Franco Battiato, che pure si era espresso benevolmente nei confronti di Grillo ("sta dando uno scossone alla politica italiana"), a fine marzo era gia' piu' che perplesso: "E' chiaro che Grillo sta un pò esagerando. A volte sembra che stia per cedere un minimo ma poi le frasi sono sempre quelle", disse aggiungendo che Gianroberto Casaleggio è come il cardinale Richelieu "perché sta dietro le quinte, è uno che manovra". Un altro deluso da Grillo e' il 'vicino di casa' ed amico Gino Paoli ("Caro Beppe sbagli, quando si chiama inciucio qualunque tipo di accordo, allora tanto vale non entrarci proprio in politica"). (segue)

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