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Cinema: bookie bancano favoriti al Festival di Roma

domenica 10 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 6 nov. (Adnkronos) - Mancano ormai poche ore all'apertura dell'ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma 2013 e il bookmaker inglese Stanleybet quota i film in gara per il Marc'Aurelio d'Oro, tre i favoriti in lavagna, tutti offerto a 4, ovvero 'Out of the furnace', nuovo dramma di Scott Cooper, che può vantare un interprete del calibro di Christian Bale nei panni di un ex detenuto in cerca di vendetta; il danese 'Sorrow and joy' e 'Her', ultima creazione dell'acclamato Spike Jonze, che vede Joaquin Phoenix innamorarsi di un sistema operativo con la voce suadente di Scarlett Johansson. In seconda posizione (a 6,5) l'italiano 'Foreign bodies', storia dell'incontro di due anime prese dal dolore, diretta da Mirko Locatelli. Segue a quota 5,5 'Dallas buyers club' del canadese Jean-Marc Vallée, con protagonista un inedito Matthew McConaughey intento a combattere contro l'Aids. Minori possibilità (a 13) per 'Take five', pellicola diretta dal talentuoso Guido Lombardi, già vincitore del Leone del Futuro al Festival del Cinema di Venezia 2011, seguito (a 15) dal thriller sovrannaturale 'Another me' della spagnola Isabel Coixet, trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Catherine MacPhail. Si piazza invece a quota 17 'Sheep's clothing' di Paulo Morelli, mentre 'The mole song' del regista giapponese Takashi Miike viene offerto a 21. Ancora meno chance per il turco 'I am not him' (a 25), dramma che ruota intorno al tema dell'identità, e stessa quota per 'Seventh code', primo film di Kiyoshi Kurosawa girato fuori dai confini del Giappone. Fermi a quota 34 sono sia 'Manto Acuìfero', secondo tassello di una trilogia incentrata sul tema della solitudine, diretta dall'australiano Michael Rowe, sia 'Acrid' di Kiarash Asadizadeh, che descrive i cambiamenti della società iraniana attraverso le vicende di alcune coppie in difficoltà. Poche possibilità, secondo la lavagna, per 'Tir' dell'italiano Alberto Fasulo, a cavallo tra documentario e finzione, per 'Blue Sky Bones', esordio alla regia del pioniere del rock cinese Cui Jian, e per il portoghese 'The invisible life': una loro eventuale vincita varrebbe infatti ben 51 volte la posta in gioco. Chiudono la classifica 'Quod erat demostrandum' (a 67), dramma psicologico ambientato nella Romania degli anni Ottanta girato interamente in bianco e nero, e 'Cut down kite', del regista cileno Diego Ayala, bancato a 81.

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