(Adnkronos) - "Per questo - fa sapere Ricci - l'Istat nel nostro territorio sta sperimentando un nuovo indicatore del progresso che si sostituisca al prodotto interno lordo che, come diceva Bob Kennedy, misura tutto tranne cio' per cui vale la pena di vivere una vita. E' una grande sfida economica, sociale e politica. Ovviamente la ricerca della felicita' - aggiunge - e' in gran parte sfera privata. E' sentimenti, affettivita', spiritualita' e cosi' al Festival prenderanno parte tanti filosofi ed esponenti della cultura. Questo e' il momento per interrogarsi sulla felicita' anche per dare un segnale di speranza e di ripresa ad un Paese molto affaticato ma che ricerca la felicita' e quindi una via nuova per uscire dalle attuali difficolta'". Non a caso la manifestazione ideata dal presidente della Provincia si propone di esplorare e confrontare, con un approccio interdisciplinare, il valore non del Pil bensi' del Bes in Italia, cioe' del Benessere Equo e Sostenibile, arrivando a definire i parametri per la misurazione della felicita'. E ad approfondire questo tema, sotto vari aspetti, ci saranno interlocutori istituzionali, coloro che al momento hanno in mano la palla, come e' il caso dei ministri Corrado Passera e Fabrizio Barca, ma anche economisti come Jean-Paul Fitoussi e filosofi come Maurizio Ferraris. Ma la lista e' lunga (Carlo Freccero, Rocco Papaleo, David Riondino, Giulio Giorello, Beppe Englaro, Maria Pia Ammirati, Olivero Toscani, Emanuele Trevi, Walter Siti e il commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori John Dalli, per citare solo alcuni dei numerosi partecipanti). Come per la prima edizione, il Festival ha inoltre commissionato un'indagine all'Ipsos sullo stato della felicita' che oggi nell'incontro stampa e' stata illustrata dal direttore del dipartimento Politico- sociale dell'Ipsos, Luca Comodo. Dall'indagine (universo di riferimento gli individui residenti in Italia dai 18 anni e oltre, in famiglie con telefono fisso, circa 50.000.000 di individui, fonte Istat 2011) emerge, per esempio, che in un anno sono scesi di 5 punti i 'decisamente felici' passando dal 61% del 2011 al 56% del 2012. E che in sostanza gli italiani oggi sono infelici. Cosi' almeno la pensa il 51% degli intervistati, in netta controtendenza con quanto dichiarato a maggio 2011. (segue)