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Juventus, è leggenda: 0-0 con la Roma e settimo scudetto di fila. Il Napoli vince, record di punti

di Giulio Bucchi domenica 13 maggio 2018

2' di lettura

La Juventus vince lo scudetto 2018, il 34esimo della sua storia (più i 2 revocati per lo scandalo Calciopoli) e soprattutto il settimo di fila. Primato storico, serie da leggenda. Agli uomini di mister Massimiliano Allegri è sufficiente lo 0-0 strappato all'Olimpico contro la Roma, in una gara con pochi sussulti (gol annullato per fuorigioco a Dybala, espulsione di Nainggolan) e con gli ultimi 30 minuti soporiferi, di pura melina. Inutile nell'altro posticipo il successo del Napoli sul campo della Sampdoria: 2-0, reti di Milik e Albiol che portano gli azzurri di Maurizio Sarri a 88 punti (record per il club) a -4 dalla Signora, quando manca una sola partita alla fine del campionato.  La festa juventina porta con sé molti dubbi e qualche malinconica certezza. Iniziamo dai dubbi: il ciclo di Allegri (4 anni, 4 doppiette campionato-Coppa Italia, 2 finali di Champions League e 2 rocambolesche eliminazioni) è giunto al termine? L'impressione è che il tecnico livornese vorrebbe provare una nuova avventura all'estero, ma lo farà solo se a chiamarlo sarà una grandissima, una di quelle 3 o 4 squadre in grado di finire davanti alla Juve in Europa. Sicuro l'addio di Gigi Buffon e Lichtsteiner, due giocatori dal diverso peso tecnico (un mito del calcio e un soldatino instancabile) ma dal grande impatto nello spogliatoio, così come la partenza di Asamoah, gregario di lusso. In mezzo, si parla d Khedira verso Liverpool (percorso inverso di Emre Can) mentre Alex Sandro, quest'anno deludente soprattutto come approccio, è in lista-cessioni. Ma è davanti che possono arrivare i fuochi d'artificio: può sembrar strano, ma a fronte di 49 gol in due la coppia HD Higuain e Dybala ha destato qualche perplessità sul piano di impegno, costanza e perplessità, soprattutto nelle sfide-chiave in Champions. Uno dei due può partire, ma a cifre a due zeri ovviamente. L'unica certezza è Douglas Costa, visto che anche Mandzukic, jolly favoloso della Signora, potrebbe cercare l'ultimo posto da titolare altrove. Insomma, squadra che stra-vince si cambia, o forse addirittura si smantella, con gli arrivi di giovani provinciali come Caldara e Spinazzola in difesa (dall'Atalanta) e qualche talento da mandare in orbita. La formula vincente, da 20 anni a questa parte. Azzardo eccessivo?  di Claudio Brigliadori @Piadinamilanese

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