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Roma, orgoglio italiano. Barcellona umiliato: 3-0. Difra, semifinale e leggenda

di Andrea Tempestini domenica 15 aprile 2018

3' di lettura

Oltre l'inimmaginabile e l'immaginifico. Là dove il calcio diventa leggenda e trascende dallo sport c'è l'impresa della Roma. Una serata eroica che entra di diritto nella storia non solo del club giallorosso ma di tutto il calcio ad ogni latitudine. Una di quelle dove dire 'io c'ero' sarà il privilegio di quegli eletti che ci hanno creduto riempiendo l'Olimpico. Contro un Barcellona imbattuto tanto in campionato quanto in Champions League i giallorossi entrano nella leggenda con un 3-0 che ribalta l'1-4 dell'andata e significa semifinale della coppa dalle 'grandi orecchie'. Un risultato voluto, giusto e meritato. La Roma non ha rubato nulla, anzi, si è meritata lottando su ogni centimetro di campo la vittoria contro un Barcellona svogliato e presuntuoso. Un'affermazione che è anche quella del calcio italiano su quello spagnolo e sulla sua arroganza. Se in Catalogna tutti volevano il sorteggio contro De Rossi e compagni forse qualcuno ora ha cambiato idea. I 60mila cuori giallorossi spingono forte la Roma fin dal fischio d'inizio. Per il Barca non è serata da 'tiki-taka'. Il pallino del gioco lo tengono i giallorossi mentre i catalani sembrano come appisolati. Al 6' l'Olimpico esplode. Perfetto lancio di De Rossi per Dzeko, il bosniaco scatta sul filo del fuorigioco in mezzo ai dormienti Umtiti e Jordi Alba e fulmina Ter Stegen. Neanche lo schiaffo sveglia i blaugrana. Messi non illumina ed anche da fermo fa cilecca. Due punizioni da ottima posizione ed entrambe ampiamente sopra la traversa. La Roma, dal canto suo, imperversa sulle fasce. Semedo è in costante difficoltà ed anche Jordi Alba non se la passa bene. Discorso simile per Pique ed Umtiti che faticano con l'indemoniato Dzeko. L'occasione più ghiotta per il raddoppio però capita sulla testa di Schick alla mezzora. Il ceco si eleva bene al centro dell'area ma, pur essendo completamente solo, gira ad un soffio dal palo. Prima dell'intervallo c'è ancora tempo per una seconda zuccata ad opera di Dzeko sulla quale Ter Stegen ci mette la mano. Il Barcellona, invece, è non pervenuto. Neanche l'intervallo schiarisce le idee ai catalani, anzi. La Roma continua da dove aveva finito e raddoppia. E' il 12' quando Nainggolan trova lo spiraglio giusto per Dzeko, il centravanti protegge palla su un goffo Piqué che lo stende. E' un rigore solare e De Rossi, nonostante Ter Stegen azzecchi l'angolo, lo trasforma con una precisa rasoiata. La Roma ha oltre mezzora per sognare mentre la crisi blaugrana è tutta nell'ammonizione di Messi che stende da dietro uno scantenato Kolarov. Lo stadio prova a spingere la squadra e la banda targata Di Francesco risponde mettendo gli spagnoli alle corde. Ci prova Nainggolan in girata, Ter Stegen c'è. Dall'altra parte Messi tenta di dare un segnale di vita. Alisson blocca senza problemi. Per l'assalto finale il tecnico giallorosso si gioca il tutto per tutto. Dentro Under ed El Shaarawy, fuori Schick e Nainggolan. Il Barca è letteralmente alle corde e solo Ter Stegen lo salva. Al 35' il portiere tedesco è miracoloso sul tocco volante ravvicinato di El Shaarawy, servito alla perfezione da Florenzi. Neanche il numero uno del Barca può niente però al 38'. Angolo di Under e Manolas, come una divinità ellenica, compare sul primo palo per schiacciare la palla in rete causando lo smottamento tellurico dell'Olimpico. Nell'infuocato finale succede di tutto e più. Solo una cosa non cambia ed è il risultato. Poi c'è solo tempo per la festa sulle note di 'Grazie Roma' fra gli occhi lucidi per l'emozione in campo ed in tribuna.

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