Roma, 24 mag. (Adnkronos) - "La Coppa Italia non e' razzista. E neanche l'Italia". Questa sfida calcistica puo' essere un momento in cui lo sport romano, italiano, possa lanciare in modo chiaro ed inequivocabile un messaggio che dica un 'No' netto ad ogni forma di razzismo che spesso avvelena questo meraviglioso sport. Il tifo becero, che divide, umilia ed offende, non fa parte dell'etica e della passione che unisce i veri tifosi. Il vero tifo e' quello che rispetta l'avversario, a prescindere dalle origini e dal colore della pelle dei giocatori". Lo afferma il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, rispondendo in una lettera alla proposta lanciata dall'Uisp (Unione italiana sport per tutti) di fare della finale di Coppa Italia Lazio-Roma di domani un'occasione per dire 'No' ad ogni forma di discriminazione. "I calciatori sono l'idolo di molti, in particolare dei piu' giovani - scirve la ministra - hanno il potere di influenzare i loro fan e dunque una grande responsabilita'. Mi auguro che questa finale sia una festa dello sport, dove alla fine l'unica cosa che conta e' che lo spettacolo sia, in campo e fuori, un inno allo sport, alla condivisione di una passione". "Mi preme - conclude la Kyenge - esprimere il mio apprezzamento e il mio sentito appoggio per questa iniziativa proposta dalla Uisp. Per quanto mi riguarda mi adoperero' con tutte le mie forze, collaborando con tutti quelli che credono in questi valori, affinche' nel nostro paese cresca la consapevolezza che la differenza e' un valore", conclude.