Roma, 9 dic. (Adnkronos) - "Oggi, dal Palazzo Senatorio in Campidoglio, ho aperto uno striscione che riportava un messaggio tanto sintetico, quanto significativo: 'Liberi'. Il riferimento è ai tifosi biancocelesti ancora detenuti dalle autorità polacche, in seguito all' incomprensibile atteggiamento delle forze di polizia di Varsavia nel corso delle ore precedenti alla partita di Europa League Legia-Lazio. Lo dichiara Alessandro Cochi, ex delegato alle Politiche sportive di Roma Capitale durante l'amministrazione Alemanno e attuale membro dell'Assemblea capitolina. "Il pensiero va non solo al gruppo di tifosi tuttora detenuto con accuse pretestuose, ma a tutti quei duecento e più concittadini romani fermati e reclusi, in quanto considerati 'colpevoli di essersi recati in una Capitale dell'Unione Europea per assistere a una partita di calcio!'. Cosa ancor più grave - continua Cochi - alla luce del comportamento violento, oltraggioso e provocatorio di molti dei sostenitori polacchi nei confronti della nostra Città.Qualsiasi atteggiamento sbagliato dei tifosi laziali andrà sanzionato, ma la risposta delle autorità locali è apparsa sin da subito sproporzionata a quanto potesse essere avvenuto". "E comunque si attendono quelle prove oggettive - dice Cochi - senza le quali Varsavia dovrà spiegare al nostro Governo le ragioni per cui così tanti tifosi sono stati arrestati, a fronte delle così poche garanzie personali che sono state loro riconosciute. Forse qualcuno lo ha dimenticato ma la Polonia fa parte dell'Unione Europea, la cui immagine si contraddistingue in tutto il mondo per la certezza dello Stato di diritto". (segue)