(Adnkronos) - "Non serve avere un ruolo politico o istituzionale per denunciare legittimamente il vergognoso comportamento delle autorità polacche nei confronti dei nostri concittadini in un luogo, simbolo di Roma e dell'intera nazione, - sottolinea ancora Cochi - da cui in passato sono state avviate tante campagne di protesta contro le grandi ingiustizie internazionali, a partire dal caso clamoroso dei due marò, per arrivare alla lotta contro la condanna a morte di Tareq Aziz. E da dove, incredibilmente, fino ad ora non si è levata (salvo pochissime eccezioni) alcuna voce ufficiale (quindi con documento scritto) di sostegno nei confronti di tanti romani, e di ammonimento per lo Stato polacco, i cui diritti principali sono stati sistematicamente violati in un Paese 'amico'". "L'appello 'Liberi' diventa ancor più necessario - conclude Cochi - con l'approssimarsi del Natale e alla luce dell'atteggiamento tanto remissivo, o forse omissivo, delle nostre Istituzioni.