Milano, 21 mar. (Adnkronos) - "Noi non vogliamo vincere. Vogliamo vincere nella maniera corretta". Cosi' David Chiotti, cestista dell'Olimpia EA7 Milano, ha riassunto oggi in poche frasi il senso del convegno organizzato da Esicert nella sala Montanelli della sede del Corriere della Sera a Milano. E' la quarta volta che l'Istituto di certificazione etica nello sport, con il patrocinio della Gazzetta dello Sport, 'premia' a Milano, con un certificato, le societa' sportive italiane che si sono distinte per la loro attenzione alla responsabilita' sociale. "Non c'e' sport dove non c'e' lealta'" e' il messaggio inviato all'iniziativa da Giovanni Malago', presidente del Coni, in un incontro che diventa anche occasione, tra i presenti, per celebrare lo scomparso Pietro Mennea. "In una societa' sportiva - sostiene Franco Arturi, vicedirettore della Gazzetta - questi interventi non hanno costi. L'etica produce benessere e business. Mennea era straordinariamente impegnato in questo senso". Scorciatoie, scorrettezze e 'tribalita" contro cui "sarebbe giusto intervenire" in tutti gli sport. Ma soprattutto nel calcio, che, secondo Andrea Abodi, presidente della Lega Calcio Serie B, "subisce un giudizio sommario". E proprio la sua Serie B tenta di porsi come un modello, con "la territorialita', il progetto stadi e le raccolte fondi". Dal nuovo giuramento ai progetti responsabili, tutto serve a recuperare credibilita'. "Se viene meno questa, niente ha piu' senso nello sport". Nemmeno gli abbonamenti al campionato.