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Calcio: Cagliari rischia non avere stadio, giovedi' ultimo giorno utile

domenica 23 giugno 2013

2' di lettura

Cagliari, 17 giu. - (Adnkronos) - Mobilitazione generale dopo il 'niet' al Cagliari Calcio da parte del comune di Quartu Sant'Elena per l'utilizzo dello stadio Is Arenas per il prossimo campionato di calcio di Serie A, nonostante il parere favorevole della Commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli, a condizione che siano eseguiti i diversi lavori di adeguamento e rimanda al comune l'ok per l'utilizzo dell'impianto. Mancano tre giorni alla data di scadenza per la comunicazione alla Lega Calcio della sede nella quale il Cagliari disputera' le partite in casa, il 20 giugno, e sembra che la corsa contro il tempo sia ormai impossibile da vincere. Troppi i lavori da eseguire in cosi' pochi giorni. Il patron dei rossoblu', Massimo Cellino, ribadisce pero' che il Cagliari restera' in Sardegna, "l'ho promesso ai carcerati", dice, ma la pre-iscrizione sara' fatta quasi certamente al 'Rigamonti' di Brescia in attesa di ultimare i lavori ad Is Arenas, quelli prescritti appunto dal Testo unico per i locali di pubblico spettacolo e vincolanti per la Commissione di vigilanza. Per ora la scelta dello stadio sarebbe quindi obbligata: il 'Rigamonti' di Brescia. Ma speranza e' che una volta ultimati i lavori prescritti per adeguare Is Arenas, che durerebbero circa 20 giorni secondo i tecnici del Cagliari, ci sia il 'ritorno' all'impianto di Quartu che sarebbe pronto entro la fine di luglio, quindi prima del fischio d'inizio del campionato. E in merito interviene anche il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci: "Occorre un lavoro congiunto delle istituzioni per dare una casa adeguata alla squadra rosso-blu e ai tifosi". Rivolgera' questo appello anche al sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che oggi incontra per un approfondimento sul alcuni temi cittadini. "Avere una squadra di serie A non solo e' motivo di prestigio per la Regione e il suo capoluogo -spiega Cappellacci-, ma e' altresi' uno straordinario veicolo di promozione del territorio. C'e' pertanto un interesse pubblico che si somma a quello della forte componente legata all'identita' e all'aggregazione sociale. Come istituzioni -ha concluso il presidente- abbiamo il dovere di coglierlo e di avviare una discussione libera da posizioni preconcette. L'unico obiettivo deve essere quello di dare alla squadra e alla Sardegna uno stadio all'altezza della sua storia".

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