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Sinner, contro Gaston il punto che rivela il "nuovo Jannik": è cambiato tutto

martedì 20 gennaio 2026

2' di lettura

Buona la prima per Jannik Sinner all'Australian Open 2026. Il numero 2 del mondo e due volte campione in carica, inaugura nel migliore dei modi il suo percorso sulla Rod Laver arena di Melbourne. Il tennista azzurro supera il mancino francese Hugo Gaston, numero 93 Atp, costretto al ritiro sul punteggio di 6-2, 6-1 per l'italiano dopo appena 1 ora e 8 minuti di gioco.

Gaston si è fermato per problemi fisici accusati in avvio di secondo set, uscendo dal campo zoppicando vistosamente dopo aver ricevuto la solidarietà dell'avversario. Nel secondo turno il campione di Sesto Pusteria affronterà l'australiano James Duckworth, numero 88 Atp, che ha battuto il croato Dino Prizmic, numero 127, in 5 set con il punteggio di 7-6 (4), 3-6, 1-6, 7-5, 6-3 dopo una battaglia di 4 ore e 22 minuti.

A Melbourne Sinner punta a diventare il 4° giocatore nella storia a vincere tre titoli consecutivi in singolare maschile nella storia del torneo dopo Jack Crawford (dal 1931 al 1933), Roy Emerson (dal 1963 al 1967) e Novak Djokovic (dal 2011 al 2013 e di nuovo dal 2019 al 2021). Sinner punta a diventare anche il quinto giocatore dell'Era Open con almeno tre titoli all'attivo anche non consecutivi in singolare maschile agli Australian Open, dopo Djokovic (10 titoli), Roger Federer (6), Andre Agassi (4) e Mats Wilander (3). Ma c'è una frase nel classico discorso a botta calda al centro del campo, intervistato da Jim Courier, che sembra svelare la "nuova filosofia di gioco" dell'altoatesino. Non più "robot" ma fantasista, un po' meno testa e un po' più cuore. Un avvertimento al numero 1 Carlos Alcaraz.

"Ho visto che non stava bene, non stava servendo con alte velocità - ha spiegato Jannik rendendo onore a Gaston -. Non è così che uno vuole vincere, ma sapevo dall'inizio che avrei dovuto giocare con un livello alto, sono molto contento della mia partita e di essere tornato qui. Mi sento ben preparato, ho lavorato molto. Sono partito bene, anche se con un po' di tensione, poi bisogna anche pensare a divertirsi in campo". Il sorriso dell'altoatesino in campo dopo una splendida palla corta contro il Francese e la faccia soddisfatta dei coach Darren Cahill e Simone Vagnozzi in tribuna la dicono lunga.

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